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Sabato, 24 Ottobre 2020 22:33

L'Aquila, i lavoratori invisibili della sanita, "ora precari"

Scritto da Nefer

L’Aquila- “In un momento in cui, soprattutto, in ambito ospedaliero, sale la preoccupazione per i contagi COVID19, qualcuno “dimentica” i lavoratori “invisibili ma essenziale” della sanità con contratto MULTISERVIZI”.

“Non solo viviamo da sette anni e mezzo il mancato rinnovo del CCNL per il personale dipendente da imprese esercenti servizi di pulizia e servizi integrati/multiservizi, e se nei prossimi giorni, non ci saranno novità verrà proclamato lo sciopero generale nazionale -affermano Teresa Circi e Primo Cipriani della UILTRASPORTI -Ora ci tocca lavorare, ovviamente da precari, senza le dovute tutele e precauzioni, che per fortuna, in altri comparti hanno preso o stanno prendendo. Parliamo della mancanza di test sierologici e tamponi per noi “invisibili” operatori CUP e addetti alle pulizie. Noi che, come altri lavoratori della sanità, mandiamo avanti la macchina amministrativa, burocratica e che ci occupiamo di pulizia e sanificazione. Adesso, con l’aumento dei casi soprattutto nelle strutture sanitarie di tutta la provincia, questa “dimenticanza” permane. Chi dovrebbe tutelarci anche in questo ambito, applica gli stessi schemi utilizzati per il contratto che non viene rinnovato, per una stabilità lavorativa che non è mai stata garantita, per una dignità del lavoratore che viene ogni giorno colpita. La nostra è una normalissima richiesta in tempi difficili per tutti: dobbiamo lavorare per contribuire e tenere in piedi la sanità pubblica e lo facciamo con abnegazione e spirito di sacrificio ogni giorno per garantire i servizi agli utenti, ai pazienti, insomma alla cittadinanza, ma vogliamo farlo in piena sicurezza per la nostra salute e soprattutto per quella degli altri. Spiace dover constatare anche in questa occasione il totale disinteresse: nei nostri confronti da parte di chi continua, purtroppo, a metterci nelle condizioni di lavoro peggiori sia a livello fisico che psicologico, in un susseguirsi di “scaricabarile” che non fa altro che confermare le nostre preoccupazioni giornaliere”. L’AQUILA, 24 OTTOBRE 2020