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Venerdì, 22 Gennaio 2021 11:40

Covid. 'Zone rosso scuro' con test e quarantena.

Scritto da Angela Curatolo

Ursula von der Leyen su emergenza Covid e misure da adottare per le aree ad alto rischio in Europa: "Scoraggiare viaggi non essenziali". Ma i Paesi terranno aperti i confini

La Commissione delinea una serie di azioni necessarie per intensificare la lotta contro la pandemia. In una comunicazione adottata due giorni fa la Commissione invita gli Stati membri ad accelerare le vaccinazioni in tutta l'UE: entro marzo 2021 si dovrebbe vaccinare, in ogni Stato membro, almeno l'80% delle persone di età superiore a 80 anni e l'80% degli operatori del settore sanitario e dell'assistenza sociale. Entro l'estate del 2021 gli Stati membri dovrebbero aver vaccinato almeno il 70% della popolazione adulta.

 

La Commissione europea e gli Stati membri sono orientati a continuare a sostenere l'iniziativa COVAX, anche garantendo un rapido accesso ai vaccini. Team Europa ha già mobilitato 853 milioni di € a sostegno di COVAX, pilastro vaccini dell'ACT-Accelerator , convocato da CEPI GAVI e OMS , sta accelerando la ricerca di un vaccino efficace per tutti i Paesi. Allo stesso tempo, sta supportando la costruzione di capacità di produzione e l'acquisto di forniture, in anticipo, in modo che 2 miliardi di dosi possano essere distribuite equamente entro la fine del 2021. il che rende l'UE uno dei maggiori donatori di questo strumento.

Test diagnostici e sequenziamento del genoma.

Gli Stati membri dovrebbero aggiornare le loro strategie di test per tenere conto delle nuove varianti ed estendere l'utilizzo di test antigenici rapidi. Gli Stati membri dovrebbero urgentemente aumentare il sequenziamento del genoma affinché comprenda almeno il 5%, e preferibilmente al 10%, dei risultati positivi dei test. Attualmente molti Stati membri stanno testando meno dell'1% dei campioni, una quantità che non è sufficiente per individuare la progressione delle varianti o per rilevarne di nuove.

Aree a rischio rosso scuro, come individuarle?

Verso una mappatura delle 'zone rosso scuro' a livello europeo, con test e quarantena per chi viaggia e proviene dalle aree considerate ad alto rischio Covid dell'Ue. Questo quanto proposto ieri in conferenza stampa a Bruxelles dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen al termine della videoconferenza dei capi di Stato e di governo dell'Ue.

"Per identificare queste aree ad alto rischio dobbiamo affinare la nostra mappatura, introducendo le zone rosso scuro, in cui il virus è a un livello molto elevato", ha detto Von der Leyen. "Una persona che proviene da queste zone potrà dover far un test prima della partenza, mettendosi in quarantena dopo l'arrivo. Tutti i viaggi non essenziali dovranno essere fortemente scoraggiati, sia all'interno dei Paesi che attraverso i confini nell'Ue. E' assolutamente importante che il mercato interno continui a funzionare: i lavoratori essenziali e le merci devono continuare ad attraversare i confini senza ostacoli", ha affermato ancora.

L'Ue costituisce quindi in questa fase una "zona epidemiologica unica", non "divisa in Stati" e "conterremo" la pandemia "solo se applicheremo misure mirate", anziché misure "indiscriminate come chiusure assolute dei confini, che danneggerebbero seriamente la nostra economia, ma non limiterebbero la diffusione del virus", ha poi sottolineato la presidente. Il coronavirus Sars-CoV-2, continua von der Leyen, "non rispetta alcun confine", per cui "si possono avere aree in due Stati diversi, ma vicine, con la stessa situazione epidemiologica. Ma, se in una zona si fa un lockdown severo e nell'altra si tengono i negozi aperti, la gente si sposterà immediatamente dall'altra parte a fare shopping, spingendo quindi la diffusione del virus". "E' molto più intelligente guardare ad aree omogenee e avere misure mirate, che gli Stati possono applicare per contenere la diffusione del virus e mantenere il più possibile il mercato interno aperto", conclude.

I leader Ue sono "convinti" che "le frontiere interne ed esterne debbano restare aperte, ma siamo anche convinti che, per quanto riguarda i viaggi non essenziali, delle restrizioni devono poter essere previste", ha detto dal canto suo il presidente del Consiglio europeo Charles Michel. "Continueremo a lavorare per il coordinamento tra gli Stati membri su questa materia", ha aggiunto. L'esistenza della variante britannica e delle altre varianti del coronavirus Sars-CoV-2 determinano una situazione sanitaria "seria" e comportano la necessità che le misure di contenimento siano mantenute, e anche "rafforzate", ha ribadito. I capi di Stato e di governo dell'Ue "vogliono che le vaccinazioni" contro il Covid-19 "accelerino. E per questo gli impegni sulle consegne presi dalle aziende devono essere rispettati. I vaccini devono essere distribuiti nello stesso momento e distribuiti pro quota, in base alla popolazione", ha detto ancora Michel. Adnkronos

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