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Mercoledì, 03 Febbraio 2021 18:25

Draghi eccita i mercati ma non le fazioni politiche.

Scritto da Angela Curatolo
palazzo Chigi palazzo Chigi

E mentre fuori c'è la pandemia, con tasso di positività del 4,7%, i casi nelle ultime 24 ore  sono 13.189 su 279.307 test in Italia, e registrati ulteriori 476 decessi, si attende un'eventuale formazione di governo capitanata da Mario Draghi, che ha accettato con riserva l'incarico di Presidente. 

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito l'incarico di formare il nuovo governo a Mario Draghi, che, come da prassi, ha accettato con riserva. Per l'ex presidente Bce si tratta di un "momento difficile" mentre si attraversa una "drammatica crisi sanitaria" e quindi "servono risposte all'altezza della situazione".

"Accetto con speranza", ha detto ancora al termine del colloquio al Colle, mentre assicura che "mi rivolgerò con rispetto al Parlamento" in giorni in cui si rende necessario "dare una risposta responsabile e positiva all'appello del Capo dello Stato". Draghi si dice "fiducioso che emerga unità" tra le forze politiche mentre con le risorse Ue a disposizione, spiega, "possiamo fare tanto".

Una chiamata del Colle che convince i mercati. La Borsa di Milano aveva aperto in forte rialzo nell'attesa dell'incontro con il presidente della Repubblica, con un primo Ftse Mib che aveva segnato un +2,95% a 22.733 punti. Lo spread tra Btp e Bund in calo. Piazza Affari ha quindi confermato il deciso rialzo dopo l'intervento del premier incaricato. Il Ftse Mib sale del 2,72% a 22.666 punti.

Il presidente incaricato è stato dai presidenti delle Camere e ha avuto poi un colloquio di oltre un'ora con Giuseppe Conte. Il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi è stato poi a Montecitorio per un sopralluogo in vista delle consultazioni.

La scelta dell'ex presidente della Bce per l'incarico scuote i partiti che si stanno riunendo per decidere la linea in vista delle consultazioni.

Giuseppe Conte non sarebbe disponibile a fare il ministro nel nuovo governo guidato da Mario Draghi.

Restare compatti e leali a Giuseppe Conte, no a un governo tecnico guidato da Mario Draghi. Dunque nessun sostegno all'ex numero 1 della Bce. Questa la posizione di Beppe Grillo, espressa ad alcuni big del M5S che lo hanno sentito in queste ore.

"Per qualunque misura a livello parlamentare si deve sempre o comunque passare da noi. Questo è un patrimonio che non dobbiamo disperdere, noi siamo determinanti anche nel caso in cui dovesse nascere questo governo. Se non possiamo far nascere un governo tecnico noi possiamo però essere determinanti nelle scelte, su qualunque cosa. Al di là di quello che faremo, quando è se dovesse nascere questo governo tecnico noi saremo condizionanti ". Così il capo politico M5s Vito Crimi in assemblea M5s. In tanti non apprezzano il no all'ex numero uno Bce per risolvere la crisi di governo: "Linea Crimi non condivisa".

Su Mario Draghi i gruppi M5S dicono: "E' il momento di pensare al Paese, la linea di Crimi non è condivisa. Non escludiamo la spaccatura"

Afferma Crimi ai gruppi M5S."Quella del voto su Rousseau e una ipotesi da non trascurare. Ovviamente dico ipotesi perchè dobbiamo aspettare che prima ci sia un contenuto reale da sottoporre, votare su una persona soltanto mi sembra riduttivo".

Intanto il Pd 'chiama' M5s e Leu e Zingaretti ipotizza una proposta comune.

Nel vertice di centrodestra, c'è l'ipotesi di un voto di astensione. Giorgia Meloni punta al voto. Contrarie Forza Italia e Cambiamo, mentre la Lega riflette sul da farsi. Poi afferma il leader della Lega Matteo Salvini al termine del vertice del centrodestra: "Ribadiamo con coerenza che la strada maestra sono le elezioni. Se il professor Draghi ci incontrerà andremo ad ascoltare, a proporre e a valutare Non abbiamo pregiudizi".

E sui social Matteo Renzi riporta in auge parole legate al passato. "Ora è il momento dei costruttori. Ora tutte le persone di buona volontà devono accogliere l'appello del Presidente Mattarella e sostenere il governo di Mario Draghi. Ora è il tempo della sobrietà. Zero polemiche, Viva l'Italia".

Alessandro Di Battista va all'attacco: "Quel che penso è che il governo Draghi lo debbano votare, semmai i rappresentanti dell'establishment. Lo voti la Meloni che ha già detto sì, in passato, a governi tecnici e a leggi Fornero. Lo voti mezzo Pd che ha lavorato incessantemente per buttare giù Conte. Lo voti Salvini, ennesimo pezzo di arredamento del "sistema" mascherato. Lo voti Renzi, mero esecutore di ordini altrui. Lo voti FI", scrive in un articolo su Tpi.it. "Ostacolare l'approdo di Draghi a Palazzo Chigi nulla ha a che vedere con la lotta tra europeismo ed anti-europeismo, ha a che fare con la contesa tra Politica e finanza".

Per il M5s ci può essere "solo un governo politico; lo diremo con responsabilità e coerenza spiegando che il paese ha bisogno di questo". Alfonso Bonafede in assemblea M5s avrebbe aggiunto: "siamo stati compatti su Conte e dobbiamo continuare ad essere compatti. Con Conte il discorso non si chiude qui" .

 

Ultima modifica il Mercoledì, 03 Febbraio 2021 19:02

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