Articolo Uno Pescara: "l'amministrazione Masci non si intrometta nella libera scelta delle donne.
Le parole di Francesco D'Agresta, Segretario provinciale Articolo Uno Pescara:
"Nell'odierno Consiglio Comunale di Pescara la maggioranza di centrodestra ha approvato una mozione che di fatto propone un aiuto economico a quelle donne che dovessero decidere di rinunciare ad un aborto. Troviamo la mozione gravissima. Non si può infatti pensare di comprare con una mancia la dignità delle donne per le quali un aborto non è mai una scelta semplice che comunque deve rimanere sempre libera e consapevole e non ha bisogno di essere traviata dalle ingerenze ideologiche della destra pescarese. Il fatto che la condizione economica incida nella scelta di una donna non può essere rimosso con una mancetta. La condizione economica di intere generazioni è infatti un problema serio che merita risposte serie e organiche e che è frutto anche delle riforme che il centrodestra ha approvato quando è stato alla guida del Paese precarizzando il lavoro e le vite delle persone. La destra pescarese non è nuova a provocazioni di questo tipo, lasci perdere la libertà delle donne e si occupi semmai di amministrare la città in maniera dignitosa, cosa che in 2 anni stentiamo ancora a vedere."
"Ti pago se rinunci all'interruzione volontaria di gravidanza: il comune di Pescara approva la mozione!"
Collettivo Fucsia interviene:
"Troviamo sminuente e sconsiderato il provvedimento del Consiglio comunale di Pescara approvato ieri dalla maggioranza di destra, di barattare una legittima scelta delle donne con un "incentivo economico a chi rinuncia ad abortire" che svela l'ennesima azione di natura clientelare atta a garantire fondi pubblici ad una azienda privata. Riteniamo fondamentale un supporto alle donne che vogliono intraprendere una interruzione di gravidanza, senza far leva su manipolazioni emotive ed economiche che limitano il diritto ad autodeterminarsi. Servono piuttosto scelte politiche adatte a garantire certezza per le donne nell'ambito lavorativo, presenza di nidi pubblici su tutto il territorio, affitti sostenibili per le famiglie in difficoltà. Respingiamo quindi in toto questa misera proposta di cui farebbero le spese donne, bambine e bambini che potrebbero venire al mondo in contesti non adeguati o in condizioni limite dove nessun partito, comune, istituzione potrà intervenire."
Giovani Democratici: E' gravissimo.
I Giovani Democratici insorgono contro la mozione a firma Rapposelli, approvata dal Consiglio Comunale di Pescara con i voti contrari di PD, M5S e liste civiche di opposizione, che impegna il Comune a istituire un fondo che eroghi assegni alle donne che scelgono di non abortire.
"È gravissimo e degradante - afferma il segretario regionale dei Giovani Democratici Claudio Mastrangelo - che per l’ennesima volta in questa consiliatura la destra utilizzi dei mezzucci mascherati da falsi buoni sentimenti per attaccare in maniera reazionaria la Legge 194 e la libera scelta delle donne. Se si vuole stare davvero dalla parte delle donne e contemporaneamente incentivare la natalità in calo, piuttosto da una parte si incentivino i consultori e le iniziative di educazione sessuale nelle scuole per formare una consapevolezza alla sessualità nelle giovani generazioni, e dall’altra si proceda a una verifica dell’adeguatezza della spesa sociale del Comune per le famiglie pescaresi, come ampiamente chiesto dal centrosinistra a fronte della crisi generata dalla pandemia".
Sulla stessa linea il segretario provinciale Lorenzo Marinari:"La destra di FdI cerca di nascondere l'intento di aggredire la legge sull'aborto con il contrasto alla denatalità. Vanno adottate misure concrete e strumenti adatti al sostegno alle nascite, non iniziative che umiliano coloro che ricorrono all’aborto. Non possiamo permetterlo - continua Marinari - per rispetto verso le donne di oggi e di ieri e verso le battaglie condotte e che continueremo insieme a condurre per ridurre ogni tipo di disparità".
All’attacco anche Irene Bizzarri, vicesegretaria regionale dei GD e responsabile per le politiche di genere: "I tentativi di disincentivare la libera scelta sull'aborto attraverso una somma di denaro sono deplorevoli e richiamano l'immagine che della donna ha la destra. Per loro, le donne sono persone fragili, non autonome e, a quanto pare, facilmente corruttibili rispetto a scelte di vita così importanti. Fratelli d’Italia, che governa oltre che a Pescara anche in Regione, dovrebbe preoccuparsi piuttosto di applicare la Legge 194 garantendo a tutte le donne la possibilità di decidere sul proprio corpo, dato che in Abruzzo questa possibilità è negata dalla mostruosa percentuale dell’80,7% di ginecologi obiettori di coscienza". Per il segretario del circolo di Pescara Area metropolitana Walter Verrigni la mozione Rapposelli è solo una misura spot utile alla propaganda antiabortista. "Per contrastare la denatalità - dichiara - se i consiglieri di maggioranza avessero un po’ di onestà intellettuale, punterebbero a incentivare l’occupazione femminile e a porre in essere misure di sostegno alle famiglie in difficoltà integrando e potenziando quanto già previsto a livello nazionale, invece che puntare sulla propaganda reazionaria". "La correlazione fra aborto e denatalità, peraltro, è una fantasia creata dalla propaganda dell’estrema destra" conclude la vicesegretaria provinciale Alice Colangeli:"L’aborto non è un comportamento da stigmatizzare e disincentivare economicamente, ma anzi la libertà delle donne di avere o non avere un figlio è l’unico mezzo che consente davvero a chi nasce di crescere in un ambiente familiare sano e idoneo sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista sociale sia soprattutto dal punto di vista dell’amore. Sul corpo e sulla vita delle donne devono decidere le donne, e non il Comune di Pescara!"



