Una giornata normale come tante, una piccola frazione, Montone cittadina della provincia collinare teramana, una strada, dove, tranquille, le persone si incontrano, parlano, ridono, si abbracciano, e il fresco raffinato della sera, appena fatta, si offre a sipario del tempo che scorre, quello che reca in sé l’eleganza malinconica della luce uscita di scena, che fa posto al lirismo riposante del buio.
E in questo idillio, in questa strada, brulicante di piccole storie, di poesia, una donna, ancor giovane, passeggia con il suo cagnetto, è allegra, spensierata, rilassata, fiera del suo essere ironica, il buio e la strada illuminata promettono una serata domenicale di inizio estate, si direbbe, “da incorniciare”, ma… Dietro questa particella, appunto, “ ma” innocua, detta –avversativa-si nascondeva la drammatica mediocrità che stava per coinvolgere la donna. Non una qualsiasi, dunque, ma la Webstar abruzzese, nonché scrittrice di talento, Sabrina Marchetti (Sabry), colei che da anni, appunto sul web e in tv, con il sanguigno coraggio che è il vessillo di sé, parla in prima persona, della sua Sindrome, detta di Tourette, un fastidioso tic di origine neurologica, che la costringe a urlare e bestemmiare, e attirate su di sé le inevitabili reazione di chi ascolta; e sul web lei ne parla come se fosse una cosa normale, con la sua disincantata ironia, che al contrario le ha portato attestati di stima e consenso da persone colte e intelligenti.
Stiamo parlando di persone di alta statura intellettuale e di elevate latitudini culturali, ma purtroppo quella domenica, Sabrina ha subito l’arrogante assalto verbale di un losco individuo, del quale non ci interessa sapere come egli si chiami.
Il rozzo figuro, palesemente in preda ai fumi dell’alcool, e tra l’altro ben conosciuto dai carabinieri, ha dapprima infastidito Sabrina, poi ha continuato nel suo ignobile “spettacolo” dileggiandola, aggredendola, rivolgendole offese del tipo “hai la droga in testa” o ancor peggio “Ti daremo fuoco a te e tuo figlio” e altro , irripetibile.
Il tutto sotto gli occhi indifferenti degli astanti di questo bar, comodamente seduti nel gazebo, e nessuno; nessuno che fosse intervenuto a difendere Sabrina, che per difendersi ha dovuto lanciare dei portacenere al soggetto. Come da normali comportamenti. Seduti comodamente, gli altri guardavano, qualcuno credendosi furbo o intelligente, le ha pure detto che non doveva reagire a quel modo.
Tipico atteggiamento ipocritamente italico, esempio di uno spaccato 'dell'italietta' infima, peggiore, che si atteggia a paese civile, ma che alla prova dei fatti, mostra il suo ancestrale limite culturale, e si trova volontariamente impotente davanti a episodi simili, non ultimi, ma anelli di un ignobile catena di esibizioni deliranti di nullità scatenando la propria frustrazione su chi invece ha il coraggio civico di mettere ogni giorno in gioco la propria esistenza, che Sabrina fa da sempre.
Individui senza nerbo, amebe sociali, che fanno della loro arrogante mediocrità il loro pane avvelenato, ma quello che fa drizzare i capelli è l’immobilità degli “spettatori”, come fosse un tragico spettacolo del quale la donna avrebbe fatto a meno di fare la “prima attrice”, abituata a ben altri palcoscenici quotidiani.
Successivamente, costretta a chiamare i carabinieri, visto che nessuno dei presenti ha alzato un dito, per prenderne le difese, i militi subito lo hanno rintracciato e si sono recati presso la sua abitazione, per parlare con il ragazzo. Essendo ora tarda, Sabrina, il giorno dopo è andata in caserma. Ancora una volta, tutto il peggio della provincia più profonda, più retriva, quella che ragiona di pancia, colpisce chi vuole e sa come liberarsi dalle catene della noia quotidiana
francescodirocco



