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Venerdì, 16 Luglio 2021 17:03

Ovindoli/no impianti sci, "scelta del passato": TAR accoglie il ricorso delle Associazioni

Scritto da redenz

“Basta spendere denaro pubblico sulla base di scelte legate al passato e ormai sbagliate” Soddisfazione del WWF intervenuto ad adiuvandum con l’avv. Francesco Febbo

Il TAR Abruzzo accoglie il ricorso delle Associazioni ambientaliste e sospende le autorizzazioni date per la realizzazione degli impianti da sci dei Campi della Magnola, nel Comune di Ovindoli.

Il WWF, rappresentato dall’avvocato Francesco Febbo, ha presentato un ricorso ad adiuvandum affiancando quello presentato da altre Associazioni coordinate dalla LIPU ed era intervenuto da subito sulla vicenda presentando le proprie osservazioni.

Il progetto prevede la realizzazione degli impianti da sci dei Campi della Magnola, nel Comune di Ovindoli e nell’area di interesse naturalistico ZPS IT7110130 “Sirente Velino”.

Le criticità che i tecnici del WWF avevano rilevato rispetto alla realizzazione dell’opera sono molteplici: la rimozione della copertura vegetale, oggi costituita da habitat e specie di pregio; il disturbo per l’Orso bruno marsicano rispetto alla frammentazione dell’habitat; l’impatto diretto sulla Vipera dell’Orsini a causa della movimentazione della terra con i mezzi meccanici. Questi sono solo alcuni dei danni più macroscopici che il progetto può provocare su habitat e specie tra i più rappresentativi e protetti della nostra Regione.

Si legge in una nota Wwf.

La sentenza del TAR riporta un passaggio fondamentale che il WWF ha più volte sottolineato, il rischio di danni irreversibili per l’ambiente:

“(…) l’avvio delle operazioni di realizzazione dell’intervento oggetto del provvedimento impugnato potrebbe determinare un’alterazione non reversibile dell’area sottoposta a tutela, che le valutazioni demandate alle Autorità tutorie in materia ambientale e paesaggistica sono finalizzate invece a preservare”.

"Per questo non si può che esprimere grande soddisfazione per il pronunciamento del TAR". Commenta il WWF.

"Restano le considerazioni rispetto alle scelte politiche che continuano a proporre questi interventi sulle montagne d’Abruzzo: come è possibile spendere ancora soldi della collettività in impianti di risalita in un territorio che, inevitabilmente, nei prossimi anni sarà sempre meno innevato in conseguenza dei cambiamenti climatici in atto? Perché continuare a sottrarre beni comuni come il suolo o l’acqua per opere che non hanno alcun interesse pubblico né reali benefici per la comunità, in nome di una visione antica e superata dello sviluppo della montagna? La gestione delle aree montane è questione ben più complessa e richiede interventi e linee di programmazione e di investimento legate all’unico bene certo di questi territori: l’attrattività ambientale che peraltro può portare turismo tutto l’anno. La facile strada della realizzazione di impianti da sci che nel giro di poco tempo potrebbero risultare obsoleti e non utilizzabili, come accaduto già altrove in Abruzzo, non porta da nessuna parte, arreca danno e fa spendere inutilmente enormi quantità di denaro pubblico".