“Mettiamo un punto a questa vicenda annosa: la Croce Rossa di Pescara finalmente ha una casa propria”.
Il capogruppo della Lega in Consiglio comunale a Pescara, Vincenzo D’Incecco, è soddisfatto per il risultato raggiunto anche grazie all’impegno della Lega all’indomani delle elezioni.
“Un problema nato nel 2018 a causa dell’allora amministrazione provinciale di Pescara; un problema serio che ha visto la Croce Rossa con i suoi 400 operatori fuori dal contesto dei locali pubblici. All’epoca fummo in pochi a essere presenti con l’Ente per cercare delle soluzioni che poi non arrivarono. Dopo quel periodo di silenzio, di brutto silenzio, finalmente ci siamo seduti per trovare un epilogo concreto. Abbiamo impiegato qualche mese in più anche a causa della pandemia, ma oggi possiamo dire con orgoglio che la città di Pescara consegna alla CRI una sede degna in un luogo importante con spazi adeguati grazie a due anni di impegno e lavoro di tutti gli uffici, dell’assessore di riferimento e di tutto il consiglio comunale”.
Inoltre un accordo tra CRI e Amministrazione prevede l’acquisizione al patrimonio dell’amministrazione del terreno, di proprietà della Croce Rossa Italiana, prospiciente l’area della Madonnina; mentre la CRI, in cambio del trasferimento della proprietà dell’area a titolo di “datio in solutum”, otterrà in locazione dal Comune i locali della sottostazione ferroviaria di Pescara Portanuova di circa 300 metri quadrati. Per i primi 8 anni e sei mesi (l’accordo è su base ventennale), non dovrà sostenere economicamente il pagamento del canone di locazione annuale quantificato in 10.020,36 (il valore del terreno di 942 metri quadrati è infatti valutato in 84.780 euro).
“La diversificazione degli orari della movida per tutelare cittadini e le stesse imprese”.
Poi Vincenzo D’Incecco interviene in merito alla querelle sugli orari di chiusura dei locali cittadini.
“E’ necessario diversificare gli orari soprattutto per evitare carichi antropici in alcune zone della città che nelle ore notturne potrebbero arrecare disturbo alla quiete pubblica. E’ importante che ciascun esercizio a seconda della propria vocazione di intrattenimento e secondo le normative vigenti abbiano la possibilità di essere aperti e di offrire un servizio alla clientela”.
Dunque orari differenti per chi somministra cibo e bevande e per l’industria del divertimento e dell’intrattenimento che ha una platea ed esigenze diverse come sottolineato dal Testo Unico di Pubblico Spettacolo.



