E' accaduto di notte, segata la quercia centenaria sulla SS151, all’incrocio con la via Sardegna della zona industriale di Moscufo (PE). A nulla sno valse le manifestazioni del mese di Luglio, appelli, incontri con l’amministrazione comunale, relazioni di tecnici, ingegneri, architetti, forestali, esposti e diffide, per salvare la quercia monumentale capitata all’interno di progetto di rotatoria Anas per la fondovalle Tavo. l'Arch. Di Giampietro fa sapere che "di fronte al rifiuto di Anas e al silenzio dilatorio del Comune, dopo 3 mesi di speranze, invece del dialogo e della partecipazione, è seguita l’azione proditoria dell’abbattimento dell’albero secolare." Si sarebbe trattata di una necessità di sicurezza stradale, perché lo sfortunato albero, che stava svettante ed ombroso su quell’intersezione da tempo immemore, era capitato all’interno di un progetto di rotatoria Anas, su cui non era nemmeno disegnata la sua presenza. E per evitare che qualche automobilista distratto si andasse a schiantare contro l’albero, hanno pensato di eliminare l’albero. Ma il pericolo non era la quercia, da sempre presente in quel nodo della vallata del Tavo, pericolosa era la rotatoria*, e come tale rimane. Precisa Di Giampietro, presidente comitato SMPP1 Saline.marina.pp1 Montesilvano. Relazione di ingegneri e architetti, inviata al comune ad Anas ed agli organi di controllo a Luglio, segnalava che il progetto di rotatoria non rispondeva ai requisiti normativi del D.M. 19-04-1996 sulle intersezioni stradali, in particolare per la forte eccentricità della rotatoria, completamente fuori asse, e bracci non adeguatamente canalizzati nel progetto. Riferisce l'architetto, "Il progetto poteva e doveva essere migliorato, cambiando la geometria e valorizzando la presenza dell’albero come elemento focale di riferimento visivo anche del progetto stradale. Si pensi che su una rotatoria su un’intersezione in prossimità di un aeroporto è stato collocato, in sicurezza e con grande effetto orientativo e visivo, un intero aereo, per capire che il progetto si poteva rivedere." Un’altra *relazione di architetti forestali e paesaggisti* aveva inviato anche la segnalazione con richiesta di inserire l’albero nell’elenco degli alberi monumentali d’Italia, istituito dalla Legge 10-2013. A nulla sono servite queste segnalazioni peritali.
"Ed ora le associazioni, i tecnici i cittadini chiederanno conto di questi abusi. Non può, un sindaco eletto o degli amministratori nominati, né un ente concessionario o responsabili di settore, arrogarsi il diritto di privare una comunità, un territorio, della memoria, dell’identità, dei sentimenti della comunità stessa, senza dialogare, ascoltare, ricercare soluzioni, migliorative e competenti, che rispondano alle domande espresse."



