“Verosimilmente usati per la cattura dei cinghiali, i lacci in metallo, che forse sarebbe più appropriato chiamare cappi – hanno riferito i cacciatori – sono veri e propri strumenti di tortura. Il filo metallico blocca l’animale per un arto, l’addome oppure la gola provocando una morte straziante e lenta. Va detto che non sono però solo i cinghiali a rimanere intrappolati. Volpi, caprioli, specie protette come per esempio i lupi – hanno aggiunto - possono essere vittime di questi metodi di caccia illegale che non risparmiano neppure i cani segugi utilizzati per le battute venatorie. Si tratta di fenomeni purtroppo sempre più frequenti che abbiamo voluto segnalare e che segnaleremo in futuro alle autorità competenti qualora dovesse di nuovo capitarci di trovare, fra l’altro ben mimetizzati e in zone impervie dei nostri boschi, questi strumenti di cattura illegale”. Dopo la segnalazione la Polizia municipale di Manoppello ha immediatamente messo al corrente dei fatti i Carabinieri del Nucleo Forestale di zona che già operano per reprimere queste forme di caccia illegale e che, naturalmente, continueranno a lavorare per prevenire queste forme di reato.
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