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Mercoledì, 30 Novembre 2022 17:50

Sulmona. Tre colpi di arma ad aria compressa contro il titolare di OndaTv

Scritto da Angela Curatolo

Non è la prima volta che i giornalisti della città vengono presi di mira da ignoti. SGA: "Le intimidazioni nei confronti dei colleghi sono intimidazioni verso la libertà di stampa"

Tre colpi di arma ad aria compressa sono stati sparati contro l'auto della titolare della emittente televisiva Onda Tv, provocando altrettanti fori sul lunotto e sul montante della vettura: sull'episodio, avvenuto intorno alle 20 di ieri sera, poco prima che andasse in onda l'edizione serale del telegiornale, sta indagando la polizia di Sulmona.

Si apprende da Ansa.

La titolare di Onda Tv uscendo dalla sede di viale Mazzini per raggiungere la sua auto parcheggiata proprio lì fuori, ha notato due fori sul vetro della vettura e poi un terzo sulla carrozzeria e ha chiamato subito la polizia.

Giunti sul posto, gli agenti del commissariato hanno proceduto ad un primo sopralluogo trovando una biglia d'acciaio all'interno dell'auto, cosa che ha fatto supporre che sia stata sparata da un'arma ad aria compressa. Successivamente sono stati ritrovati anche i tre bossoli, uno all'interno dell'auto e due sull'asfalto. Sull'episodio sono ancora in corso accertamenti da parte della polizia scientifica; non è la prima volta che i giornalisti della città vengono presi di mira da ignoti. Stamattina mattina i giornalisti e la titolare dell'emittente sono stati chiamati in commissariato per essere ascoltati.

Solidarietà dal sindacato dei giornalisti abruzzesi

Il Sindacato dei giornalisti abruzzesi esprime solidarietà ai colleghi e all'editore di Onda Tv e condanna con fermezza quanto accaduto a Sulmona.

Il gravissimo episodio che si è verificato ieri sera, quando l'auto di servizio dell'emittente è stata raggiunta da tre colpi di arma ad aria compressa, deve destare la preoccupazione di tutta la società civile, in quanto pone ancora una volta sotto i riflettori il clima in cui molti giornalisti, nel nostro paese, sono costretti a lavorare. Le intimidazioni nei confronti dei colleghi sono intimidazioni verso la libertà di stampa e, di conseguenza, verso il diritto dei cittadini ad essere informati.

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