Il Santo
San Babila vescovo di Antiochia venerato come santo dalle Chiese di occidente (che ne celebrano la memoria il 24 gennaio) e di oriente (4 settembre). Assieme a lui sono ricordati i suoi fedeli discepoli Urbano, Prilidano ed Epolono con i quali fu arrestato durante le persecuzioni dell'imperatore romano Decio. Secondo una pia leggenda riportata da Giovanni Crisostomo (morto nel 407), avrebbe condannato pubblicamente l'imperatore Filippo l'Arabo (244-249) per aver fatto uccidere il suo predecessore Gordiano e, durante le celebrazioni della vigilia della Pasqua, lo invitò a prendere posto in chiesa tra i penitenti, presso le porte (si noti tuttavia che nessuna fonte contemporanea a Filippo l'Arabo afferma che egli sia stato cristiano, e che l'episodio è solo una duplicazione dello scontro effettivamente avvenuto in questi termini fra sant'Ambrogio da Milano e Teodosio I nel 390). Secondo la tradizione Babila fu arrestato durante le persecuzioni bandite dall'imperatore Decio (249-251) e rinchiuso in carcere insieme ai suoi tre più fedeli discepoli: Urbano, Prilidano ed Epolono. Babila morì in carcere in attesa dell'esecuzione della sentenza di morte, mentre i tre scolari vennero decapitati. Lo storico bizantino Giovanni Malalas racconta come l'imperatore Numeriano, passando per Antiochia durante la marcia verso la frontiera persiana, volle entrare in una chiesa per assistere ai riti dei cristiani, ma fu fermato sulla porta da Babila, che gli proibì l'ingresso in quanto ancora sporco del sangue dei sacrifici agli dèi; Numeriano, allora, fece mettere a morte Babila (in seguito Malalas afferma che Numeriano sarebbe stato sconfitto e scuoiato vivo dai Persiani). In onore di Babila, il caesar Costanzo Gallo fece costruire una basilica nel sobborgo di Dafne, presso Antiochia, dove già si celebravano feste in onore di Apollo. Allo scopo di stroncare il culto del dio pagano, vi fece traslare il corpo del santo per creare un luogo di pellegrinaggio alternativo e concorrente.
La tragica storia di Xenia di Pietroburgo
Oggi è celebrata Santa Xenia, vissuta durante il regno delle imperatrici Elisabetta e Caterina e venerata come santa dalla Chiesa ortodossa russa. Sposata con un ufficiale dell'esercito, il Maggiore Andrej Fëdorovič Petrov, rimase vedova all'età di 26 anni dopo la morte di quest'ultimo, stroncato in una festa dall'eccessivo alcool assunto. Sconvolta dal dolore per la prematura perdita e dal fatto che il marito fosse morto repentinamente senza aver avuto il tempo di confessarsi e comunicarsi, perse ogni interesse per la vita materiale e decise di seguire il cammino degli "Stolti in Cristo", così come erano chiamati coloro che, seguendo la lettera evangelica (Prima lettera ai Corinti 1:18-24, 2:14, 3:18-19) vivevano di carità vagabondando per le strade e disprezzando il proprio corpo, credendo in tal modo di prendere parte alla Passione di Cristo.
Iniziò così a vestirsi con gli abiti del marito, insistendo nel farsi chiamare Andrej Fëdorovič e ripetendo a chi incontrava che era Ksenija ad essere deceduta e non suo marito. Quando iniziò a distribuire le proprie case e i propri possedimenti ai poveri i suoi parenti si rivolsero alle autorità le quali la giudicarono tuttavia capace di intendere e di volere e di disporre come meglio gradiva dei propri averi, permettendo quindi alla stessa di regalare tutto quello che aveva. Iniziò in tal modo a vagabondare sola per le strade di San Pietroburgo, senza avere un posto dove ripararsi dal freddo e dalle intemperie e rifiutando sdegnosamente ogni offerta di aiuto da parte dei parenti che avevano cercato di farla interdire. Quando l'uniforme rosso-verde di suo marito iniziò ad andare in pezzi, si vestì con degli stracci dello stesso colore. Poco dopo l'inizio della sua nuova vita lasciò Pietroburgo per 8 anni, viaggiando per la Russia al fine di ottenere istruzioni su come meglio indirizzare la propria vita spirituale dagli eremiti e dagli asceti cui faceva visita. Pare che un giorno, incontrando Teodoro di Sanaxar (commemorato il 19 febbraio), questi le avesse rivelato come la sua decisione di lasciare la vita militare (era infatti anch'egli un ufficiale dell'esercito russo) fosse dovuta allo shock di avere assistito alla morte, durante una festa a Pietroburgo, di un militare, che Ksenija credette dalla sua descrizione fosse stato il marito.
Ritornata a Pietroburgo dovette sopportare inizialmente il disprezzo e gli insulti dei suoi concittadini per i suoi strani comportamenti. Il poco che riceveva di carità lo donava agli altri poveri e ogni notte la passava in veglia e in preghiera in un campo poco distante dalla città. Tale sua abitudine attirò ben presto le attenzioni della polizia zarista la quale, allarmata dal comportamento di Ksenija, investigò sulle sue occupazioni, permettendo infine alla stessa di continuare a vivere come meglio riteneva opportuno. Presto la sua vita virtuosa iniziò tuttavia ad essere notata dagli abitanti della città che cominciarono a considerarla, seppur contro la sua volontà, una donna pia e capace di miracoli. Profetizzò alcuni eventi riguardanti la vita della città e persino della stessa famiglia reale e, all'avverarsi di queste profezie, iniziò ad essere visitata da un gran numero di persone. Ksenija sopravvisse circa 45 anni dopo la morte del marito e spirò, probabilmente intorno al 1803, all'età di 71 anni. Fu sepolta nel cimitero pietroburghese di Smolensk. Negli anni venti del XIX secolo la fama della santa aveva raggiunto picchi così alti che centinaia di persone arrivavano giornalmente a pregare sulla sua tomba, sopra cui, verso la metà del secolo, fu costruita una cappella. Credenza popolare vuole che chi preghi in questa cappella possa ricevere guarigioni miracolose e possa essere liberato dalle proprie afflizioni. In Russia è inoltre patrona di coloro che cercano lavoro, degli sposi, dei vagabondi e dei bambini sperduti. Viene anche invocata contro gli incendi. Secondo la leggenda, Ksenija ebbe prima di morire la visione di suo marito insieme a lei per sempre in paradiso. Con questo si voleva mostrare che la vita di sacrificio di Ksenija per amore del marito morto fosse stata davvero efficace per la salvezza dell'anima di entrambi.
La granduchessa Ksenija Romanof, ultima della famiglia degli zar, fu chiamata Ksenija in onore della santa. La leggenda racconta infatti che, quando suo padre, lo zar Alessandro III, era gravemente malato, santa Ksenija apparve in sogno alla moglie dello zar, annunciandole la guarigione di Alessandro e la nascita di una bambina. Quando la profezia del sogno si avverò, alla bambina fu posto il nome di Ksenija. Fu poi l'unica della famiglia a sfuggire alla condanna a morte da parte dei comunisti, rifugiandosi alla corte reale di Londra.
Storia
In questo giorno:
- Nel 1860 Giuseppe Garibaldi sposa Giuseppina Raimondi a Fino Mornasco; la lascerà un'ora dopo la cerimonia, per presunto tradimento.
- Nel 1908 Robert Baden-Powell dà il via al movimento scout, un generale, educatore e scrittore britannico, è stato il fondatore anche del movimento femminile del guidismo. un movimento di carattere nazionale, internazionale e universale che ha come fine ultimo la formazione fisica, morale e spirituale della gioventù mondiale. E' un metodo educativo è fondato sul volontariato e sull'«imparare facendo» attraverso attività all'aria aperta e in gruppi. Offre ai giovani la possibilità di fare amicizia e vivere esperienze formative divertendosi.
- Nel 1962 Brian Epstein firma il contratto per fare da manager ai Beatles. Il suo ruolo nel loro successo iniziale fu determinante e gli portò una fama senza precedenti nel suo campo. Epstein si propose per la gestione del gruppo in un periodo nel quale i Beatles non erano altro che uno dei tanti gruppi beat di Liverpool e stavano già lottando da tempo per ottenere il successo. Benché non avesse avuto altre esperienze come agente, Epstein rivelò un'innata abilità nel presentare e promuovere il quartetto. Morì prematuramente a soli 32 anni a causa di un mix letale di anticonvulsivanti e alcool.
- Nel 2018 l'ex medico americano Larry Nassar viene condannato a 175 anni di carcere dopo essere stato ritenuto colpevole di aver sfruttato la sua posizione per abusare sessualmente di ginnaste e di aver aggredito sessualmente almeno 265 giovani donne e ragazze con il pretesto di cure mediche. Le sue vittime includevano numerose ginnaste della squadra nazionale di ginnastica femminile olimpica e degli Stati Uniti. Nassar è stato condannato a 60 anni di prigione federale il 7 dicembre 2017, dopo essersi dichiarato colpevole di possesso di materiale pedopornografico e manomissione di prove l'11 luglio 201. Il 24 gennaio 2018, Nassar è stato condannato ad altri 40-175 anni in carcere. Prigione dello Stato del Michigan , dopo essersi dichiarato colpevole nella contea di Ingham di sette capi d'accusa di violenza sessuale. Il 5 febbraio 2018, è stato condannato ad altri 40-125 anni nella prigione di stato del Michigan dopo essersi dichiarato colpevole di altri tre capi di imputazione di violenza sessuale nella contea di Eaton. Su ordine del giudice incaricato del caso federale, le sue pene detentive statali devono essere eseguite consecutivamente con la sua sentenza federale, garantendo di fatto una condanna all'ergastolo senza condizionale. Il rilascio avverrebbe quando avrà 104 anni.
- 2018 un incendio danneggia il tetto della Sacra di San Michele in Piemonte. La chiesa fa parte della linea Sacra di San Michele Arcargelo che parte dall'Irlanda e termina ad Haifa. La linea passerebbe anche per San Michele Arcangelo a Montesilvano PE.
Aforisma
Che sfinge di cemento e alluminio ha spaccato loro il cranio e ne ha mangiato cervelli e immaginazione? Maloch! Solitudine! Suicidio! Bruttura! Pattumiere e inottenibile dollari! Bambini che urlano sotto le scale! Ragazzi che singhiozzan negli eserciti! Vecchi che piangono nei parchi! (da Urlo & Kaddish (Howl, Kaddish) Allen Ginsberg.
24 Gennaio: Giornata internazionale dell'educazione
Il 24 gennaio si celebra la Giornata internazionale dell'educazione, proclamata dall'Assemblea generale delle Nazioni unite per sottolineare il ruolo dell'educazione per la pace e lo sviluppo.
24 gennaio in India è la Giornata nazionale delle bambine.
La Giornata nazionale delle bambine e delle bambine è stata istituita nel 2008 dal Ministero delle donne e dello sviluppo infantile e dal governo indiano , per diffondere la consapevolezza pubblica sulle disuguaglianze che le ragazze devono affrontare nella società indiana.



