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Martedì, 20 Febbraio 2024 17:53

"Pescara onori la memoria di Alexei Navalny, martire della democrazia e della libertà"

Questa la proposta del coordinamento provinciale di Pescara di Italia Viva

 La città di Pescara, medaglia d’oro al merito civile, "onori la memoria dell’oppositore russo Alexei Navalny", attivista, politico e blogger russo, "intitolando una strada al martire ucciso il 16 febbraio scorso, mentre era in stato di detenzione esclusivamente per le sue idee politiche". Questa la proposta del coordinamento provinciale di Pescara di Italia Viva, che "nell’interpretare lo sgomento di tanti cittadini davanti ai metodi sanguinari di Putin, chiede all’amministrazione comunale di mantenere vivo il ricordo dell’uomo politico russo con l’intitolazione di una strada cittadina, offrendo alla memoria di Navalny il tributo dovuto ad un grande combattente per la democrazia e la libertà."

Chi era?

È stato fra i più noti oppositori del presidente della Russia, Vladimir Putin. Navalny era a capo del partito Russia del Futuro e presidente di Coalizione Democratica, formazione in precedenza co-presieduta con Boris Nemcov, morto assassinato nel febbraio 2015.

Il Carcere e la morte

Nell'agosto 2020 è stato ricoverato in gravi condizioni dopo essere stato avvelenato. Secondo il suo staff l'avvelenamento sarebbe avvenuto tramite l'agente nervino Novichok; tuttavia non vi sono prove, mancando nella sua cartella clinica proprio un dato fondamentale, l’analisi sul livello della colinesterasi, che proverebbe l’avvelenamento da organofosfati come il Novichok. Il 22 marzo 2022, il tribunale di Lefortovo a Mosca ha condannato Naval'nyj a 9 anni di carcere in una colonia penale di regime severo per frode e violazione della libertà condizionale. Il 4 agosto 2023 lo stesso tribunale condanna Naval'nyi a 19 anni a fronte dei precedenti 9.

Il 16 febbraio 2024 i media russi ne comunicano la morte, avvenuta in carcere, ufficialmente per una "sindrome da morte improvvisa". Il servizio carcerario russo ha comunicato che Naval'nyj è morto, affermando che "si è sentito male dopo una passeggiata e ha perso quasi immediatamente conoscenza". La denuncia della moglie

Alexei Navalny è stato avvelenato con il Novichok. A denunciarlo è la moglie dell'oppositore russo, morto venerdì scorso in una colonia penale russa, in un video in cui accusa le autorità russe di nascondere il corpo del marito, in attesa che spariscano le tracce dell'agente nervino dal cadavere. E punta il dito contro Vladimir Putin: "Ha ucciso mio marito". Intanto, secondo lo staff del dissidente, le autorità hanno fatto sapere che le analisi sul cadavere proseguiranno per altre 2 settimane. Il corpo, quindi, non verrà restituito per almeno 14 giorni.

Nel video Yulia Navalnaya - oggi a Bruxelles per incontrare i ministri degli Esteri della Ue - fornisce anche il nome delle persone coinvolte nella morte del marito, e le motivazioni del nuovo avvelenamento. Navalny era stato avvelenato il 20 agosto 2020 durante un suo viaggio in Siberia, anche in quel caso i suoi sostenitori denunciarono l'uso del Novichock da parte delle autorità russe. "Noi sappiamo esattamente perché Putin ha ucciso Alexei tre giorni fa - ha sottolineato - E ve lo diremo presto. Scopriremo in modo definitivo chi è esattamente responsabile e come esattamente questo crimine è stato commesso". "Faremo dei nomi e presenteremo le loro facce", ha affermato.

 

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