L'Aula del Senato ha dato il via libera definitivo al ddl capitali, collegato alla manovra, già approvato dal Senato e modificato dalla Camera. I voti a favore sono stati 80, 47 gli astenuti e nessun contrario. Si tratta di un provvedimento per il sostegno della competitività dei capitali. Su iniziativa del Ministro dell'economia e finanze Giancarlo Giorgetti (Governo Meloni-I), si legge sul sito del Senato all'ordine del giorno. "Interventi a sostegno della competitività dei capitali e delega al Governo per la riforma organica delle disposizioni in materia di mercati dei capitali recate dal testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e delle disposizioni in materia di società di capitali contenute nel codice civile applicabili anche agli emittenti."
Il ddl Capitali, "legge Capitali", mirerebbe a rendere invitante il mercato finanziario italiano per gli investitori italiani e stranieri, favorire la quotazione delle Pmi e introdurre l'educazione finanziaria nelle scuole, oltre a fare rientrare alcuni gruppi e marchi italiani che hanno trasferito la loro sede all'estero alla ricerca di regole meno invasive, oneri di quotazione più contenuti e regole di governance più snelle. Viene attribuita poi una delega all'esecutivo per riformare e aggiornare il Tuf, il Testo unico della Finanza.



