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Giovedì, 11 Aprile 2024 10:55

Flash mob alla Riserva Dannunziana di Pescara.

"Riserva Dannunziana e NOCO2" Radici in Comune: "L’assenza del comitato di gestione è stata quanto mai grave in occasione del devastante incendio del primo agosto 2021, quando è apparso chiaro la sua fragilità nel rimbalzo di competenze e responsabilità. Una serie di mancanze e di errori che porta fino a oggi, allo stato desolante di una sconfitta."

"Il 14 settembre 2021 nel consiglio comunale straordinario successivo all’incendio le Associazioni del Coordinamento Salviamo gli Alberi di Pescara hanno richiesto un approccio e controllo scientifico tramite l’organo previsto di un Comitato di Gestione. L’amministrazione ha messo su un tavolo tecnico, volontario, a chiamata, "composto dai tecnici ed esperti Pirone, Febbo e Savini, che hanno cercato di dare gli indirizzi di azione per il post incendio, senza nessun potere se non quello consultivo." Si legge in una nota che spiegai motivi del Flash mob di ieri dell'associazione politico culturale.

"Parallelamente al tavolo degli esperti, che, capiamo ora, essere una facciata di buoni intenti per le associazioni e cittadinanza, l’ordine degli Agronomi a gennaio 2023, con una lettera che salta il tavolo formato", viene chiamata fondazione Alberitalia per uno studio per la "ripresa e prepara le linee guide, che vengono accolte e utilizzate per la preparazione dell’appalto del disboscamento degli alberi morti. (relazione Alberitalia)".

"La mancanza di un controllo, nessun comitato di gestione, gli esperti volontari non coinvolti, portano al disastro finale: il cantiere iniziato nel 2023 ha esboscato sì i tronchi di pino morti, ma uccidendo la stessa ripresa naturale della Riserva: nessun rispetto delle giovani plantule". Prosegue la nota: "Oggi vediamo il risultato finale di una rinnovazione interrotta e distrutta per incuria." "E così oggi già si parla che la Fondazione Alberitalia porterà nuove plantule di Pino d’Aleppo, una notizia sbandierata come un successo, mentre la verità è l’ammissione di una clamorosa dichiarazione di sconfitta, l’ennesima, per il compito che ha una amministrazione: cercare di tutelare il patrimonio della Riserva Regionale Pineta Dannunziana".

Radici in Comune scrive una breve Cronistoria:

• Primo agosto 2021 incendio Riserva • 14 settembre 2021 Consiglio Comunale aperto • Novembre 2021 Relazione dei tecnici Febbo, Pirone e Savini • Relazione Università dell’Aquila Luglio- Ottobre 2022: relazione dell’Università dell’Aquila dove si evince che circa il 50% del rinnovamento delle plantule di Pino d’Aleppo sono state perdute per la siccità dell’estate del 2022, per quanto i nostri esperti avessero richiesto espressamente di irrigare e apportare acqua nei comparti incendiati. • Nel gennaio del 2023 l’ordine degli Agronomi di Pescara invia un documento nel quale disconosce l’operato del tavolo tecnico e addirittura sponsorizza una fondazione esterna, Alberitalia, per le azioni e studi da intraprendere, scrivendo di essere con loro in contatto, e che l’opera sarebbe stata a titolo gratuito. • Il dott. Febbo, il prof. Pirone e il dott. Savini, esperti conoscitori della Riserva Dannunziana, puntualmente rispondono al documento dell’ordine degli Agronomi di Pescara, a firma del presidente, facendo notare le incongruità scientifica e la non approfondita conoscenza della Riserva. • L’amministrazione invece segue il “consiglio” dell’ordine degli Agronomi, e affida, il 17 marzo, l’incarico del valore di 43.900 euro per: • Una relazione per abbattimento e rimozione del materiale legnoso fino ad un imposto; • Le Linee Guida” d’indirizzo riguardanti azioni sull’assetto forestale e indicazioni sui criteri di rinaturalizzazione del sedime di Via della Bonifica prossima alla chiusura del traffico veicolare; • Novembre 2023 parte il cantiere nella Riserva per l’esbosco di circa 400 alberi • Gennaio 2024 Question Time sui CAM e sulla destinazione del legname al quale non è stata data una risposta esaustiva e precisa. • 2 aprile 2024 comunicazione in conferenza stampa dell’amministrazione dell’arrivo dei primi 200 pini d’ Aleppo da piantare per la Riserva.

 

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