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Mercoledì, 30 Ottobre 2024 18:25

Pescara, nuovo Parco Nord: difendere scrigno di biodiversità

Si chiamerà Parco Nord la nuova area pubblica che approderà lunedì in Consiglio Comunale.

"Finalmente si chiude una vicenda lunga circa quasi 40 anni, come ci ha raccontato il Sindaco Masci in Commissione consigliare “lavori pubblici” di ieri. Il Parco si localizza in un luogo da sempre molto appetito dai costruttori pescaresi, ovvero in prossimità della Pineta di Santa Filomena, tra il centro sportivo delle Naiadi e gli uffici dei Carabinieri Forestali. In questa fascia litoranea sono stati costruiti palazzoni e ville, secondo i dettami di una selvaggia speculazione edilizia, bloccata solo grazie all’istituzione della Riserva Naturale Pineta di Santa Filomena (D.M. 13.07.1977). Faremo il possibile affinché non diventi un’area degradata." I Consiglieri Comunali della lista “Pettinari Sindaco” Caterina Artese Massimiliano Di Pillo fanno sapere che "Sarà molto importante una gestione seria, che valorizzi le emergenze naturalistiche che vi si trovano spontaneamente, come risultato di un processo evolutivo e naturale che gli conferisce immediatamente una valenza di educazione ambientale, peraltro già riconosciuta nel Piano Regolatore della città."

Proseguono, "Ad un occhio attento sono già presenti in loco specie protette, come il Verbasco del Gargano (LR 45/79 “protezione della flora in Abruzzo”) tipica delle dune sabbiose stabili, ma anche specie rare come la Canna di Ravenna, che sopravvive in ambienti salmastri e dulciaquicoli, retrodunali. Insomma un ambiente prezioso, un piccolo ma significativo scrigno di biodiversità, che richiede una cura specifica e competente. Perché si possono fare i progetti più belli e ambiziosi del mondo ma se poi non si sanno gestire, con professionalità e capacità scientifiche, paradossalmente si producono settori urbani deteriorati e rovinati. Per dirla con altre parole rischiamo di creare ambienti frequentati da fauna e flora “sinantropiche”, ovvero globalizzate, come sono ad esempio i ratti, i gabbiani, le cornacchie oppure specie vegetali come la Parietaria o il Baciapiedi."

"Di solito queste situazioni comportano anche un successivo degrado sociale. Come lista civica abbiamo già dato alcune indicazione al “progetto di massima” che tengano conto della presenza di ambiti naturalisticamente significativi, ovvero: evitare percorsi rigidi, cercare di ridurre al massimo il “consumo di suolo”, le strutture artificiali, rumorose e la cementificazione. Possediamo un ambiente naturale importante che aspetta solo di essere conosciuto e apprezzato. Critichiamo il modo di progettare avulso dai rilievi sul campo e dalla conoscenza scientifica locale. Faremo tutto il possibile per fare in modo che il Parco Nord sia davvero un’opera lungimirante che sappia guardare al bene delle generazioni future.

"Ci auguriamo che diventi davvero un luogo a servizio della collettività e non un’area danneggiata e mal gestita come è il caso della nostra Riserva Naturale Regionale Pineta dannunziana”. 

Ultima modifica il Mercoledì, 30 Ottobre 2024 18:33

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