I secoli passano ma qualcosa rimane. Faccio riferimento alla politica della gloriosa Roma che aveva importato dalla Grecia la democrazia inventata dal saggio Platone il quale, tra l'altro, aveva, vivamente, raccomandato: "state attenti che se non scegliete le persone capaci e di buona volontà avrete il peggior governo che potete immaginare".
Ciò premesso, è da ricordare gli ampi poteri che i senatori godevano a Roma, tra l'altro, di nominare alla morte del re o dell'imperatore uno di loro quale capo. l poteri dei senatori erano tanti. Erano eletti con normali elezioni. Esisteva il Manualetto di Quinto Tullio Cicerone che istruiva l'elegendo. Durante le elezioni i candidati cercavano di mettersi in mostra con manifestazioni varie, con manifesti, con il presentare i loro pregi, le loro cariche, avvicinando parenti, amici e conoscenti, promettendo tutto a tutti.
Quando Caio Giulio Cesare, dopo aver sconfitto Vercingetorige in Francia, ad Alesia, pensa di tornare in Italia, dopo aver superato il Rubicone, con "alea iacta est". A questo punto i senatori a Roma saltano sulle poltrone preoccupati per l'arrivo del grande Capo che avrebbe spodestato tutti e tutto. Sarebbe stata la fine dei loro privilegi e del loro bel vivere. Immediatamente rimuginano un complotto, coinvolgendo anche Bruto il figlio adottivo di Cesare ("tu quoque, Brute, fili mi") per sacrificare Cesare: il Vincitore di nobile stirpe nonché letterato.
E' la prima crepa storica del così detto sistema democratico. Sarà l'ultima? Al lettore l'ardua risposta. Oggi, purtroppo, abbiamo una legge elettorale, per eleggere i candidati, chiamata "porcellum" che lo stesso promotore l'ha chiamato una "porcata".
Si reca alle urne sempre meno della metà degli aventi diritto. In pratica, l'attuale governo rappresenta un italiano su cinque. Si può parlare di democrazia cioè del governo del popolo? Pertanto, dire stantio l'attuale sistema è poco.



