Per l'Abruzzo affacciato sul mondo...


 

Giovedì, 19 Dicembre 2024 11:41

Drogata, stuprata per 10 anni da decine di uomini chiamati dal marito

Graffiti femminista: non sedatemi. Graffiti femminista: non sedatemi.

Violenza sessuale aggravata Violenza sessuale di gruppo. Tentata violenza sessuale Diffusione illecita d'immagini e video sessualmente espliciti 

Condannato a 20 anni per gli stupri aggravati sulla moglie Gisèle, si chiude il processo Dominique Pelicot. Tutti condannati i 50 co-imputati di Pelicot. Il giudice annuncia le sentenze, finora pene dai 3 ai 13 anni.

PARIGI, 19 dicembre 2024-Una storia terribile, sconvolgente. Drogata e stordita dall'allora marito Dominique Pelicot, per farla stuprare da decine di uomini che convocava attraverso Internet, Gisèle Pelicot, 72 anni, con il coraggio e la forza di denunciare pubblicamente gli orrori subiti, ha compiuto un'opera straordinaria, d'esempio per tutte le vittime di violenza e in generale per tutte le donne. La vicenda degli stupri di Mazan, dal nome della località in cui la coppia abitava, non ha solo scosso la Francia ma ha fatto il giro del mondo, portando alla luce la "sottomissione chimica", come la chiama la giurisprudenza, alla quale è stata sottoposta la donna. I 50 imputati di violenza sessuale sono solo una parte degli uomini che l'hanno violentata (altri non sono stati identificati). Si legge su Ansa.

Dominique Pelicot è stato condannato al massimo della pena, 20 anni di carcere, per gli stupri aggravati contro l'ex moglie Gisèle Pelicot. Il processo sugli stupri di Mazan si chiude oggi ad Avignone.

Sono stati dichiarati tutti colpevoli i 51 imputati, compreso il marito della vittima.

L'accusa ha chiesto per l'ex marito il massimo della pena, 20 anni di reclusione. Contro gli altri imputati con l'accusa di stupro aggravato, le richieste variano fra i 10 e i 18 anni, per uno soltanto l'accusa chiede 4 anni per "molestie" sulla vittima.

Gran parte di essi vengono ritenuti colpevoli di ''stupro aggravato in riunione e somministrazione" di droghe a Gisèle Pelicot. Le pene inflitte vanno dai 3 ai 13 anni di reclusione. La maggior parte degli imputati condannati oggi verranno inoltre schedati sul Fijais, banca dati francese che include gli autori di reati sessuali o violenti.

Striscioni davanti al tribunale di Avignone, 'grazie Gisèle'

"Merci Gisèle", ''Grazie Gisèle'': questo lo striscione apparso di fronte al palazzo di Giustizia di Avignone, in Francia. Gisèle Pelicot è divenuta simbolo di dignità e coraggio nonché icona femminista. ''Gisèle, Gisèle'', ha scandito la folla venuta a sostenerla, applaudendo al suo arrivo in tribunale.

La storia.

Il processo per gli stupri di Mazan è stato avviato nel 2024, presso il tribunale di Avignone, una lunga serie di violenze sessuali commesse tra luglio 2011 e ottobre 2020. Durante questo periodo, Dominique Pelicot, pensionato francese di 72 anni, ha ripetutamente drogato sua moglie, Gisèle Pelicot, e consentito a decine di estranei conosciuti in rete di abusare sessualmente di lei mentre non era cosciente.

Le violenze sono avvenute inizialmente a Parigi e sono poi continuate a Mazan, nel sud-est della Francia, dopo che la coppia si è trasferita lì. Gli abusi sono venuti alla luce nel tardo 2020 quando Pelicot è stato arrestato per un reato a sfondo sessuale non correlato agli abusi sulla moglie e la polizia ha trovato nei suoi dispositivi elettronici migliaia di foto e video ripresi durante gli stupri.

Sposati dal 1973, tre figli, vivevano a Villiers-sur-Marne, un sobborgo di Parigi.

Pelicot fu arrestato nel 2010 per aver scattato foto sotto la gonna di alcune clienti in un supermercato. Fu multato di 100 euro e subito rilasciato, e la moglie non fu mai informata dell'accaduto.

Dopo essere andati in pensione, nel 2013 i Pelicot si trasfericscono a Mazan, un piccolo paese non lontano da Avignone.

Il vecchio Pelicot viene ripescato con le mani nel sacco il 12 settembre 2020 a filmare di nascosto sotto le gonne di alcune clienti con il suo cellulare in un supermercato. Questa volta le vittime sporgono denunce, l'uomo è sottoposto a un'analisi psichiatrica e il suo domicilio è stato perquisito. Gli inquirenti scoprono una chat di gruppo privata chiamata à son insu ("a sua insaputa") nella quale si discuteva di come avere rapporti sessuali con le proprie compagne senza che queste se ne rendessero conto mediante l'uso di droghe da stupro. Nelle chat Pelicot invitava altri uomini per abusare di sua moglie. 

In una chiavetta USB di proprietà di Pelicot è stata trovata una cartella chiamata ABUS ("abuso") contenente più di 20.000 immagini e video delle violenze, durante le quali la moglie era priva di coscienza. I file erano stati nominati con data, nome del complice e natura dell'abuso, consentendo così agli inquirenti di individuare 72 diversi uomini che hanno commesso complessivamente 92 violenze sulla moglie di Pelicot tra il luglio 2011 e l'ottobre 2020. Dopo due anni di indagini gli inquirenti sono riusciti a risalire all'identità di 50 stupratori, le cui età variano tra i 21 e i 68 anni.

Il processo, a causa del numero importante d'imputati e dell'implicazione del marito della vittima, ha suscitato un forte impatto nella società francese e all'estero, dando vita a un profondo dibattito relativamente alla violenza contro le donne e alla cultura dello stupro.

Ovazione Gisèle al momento della sentenza.

Una storia che lascia tutti comunque amareggiati.

Ultima modifica il Giovedì, 19 Dicembre 2024 12:14

Top News

Statistiche

Visite agli articoli
33232140