C’è anche Sinistra Italiana-AVS a supporto della protesta dei cittadini, andata in scena a Brecciarola in concomitanza dell’inaugurazione del cantiere del raddoppio ferroviario Interporto-Manoppello, nell’ambito del potenziamento della ferrovia Pescara-Roma.
“Non sono state prese in considerazione le varianti, proposte anche dal Comune di Chieti, che avrebbero permesso un risparmio dell’opera di almeno 225milioni di euro – dice Edoardo Raimondi, consigliere AVS al Comune di Chieti - e un accesso alla viabilità secondaria più confacente alla vita delle persone. Non sono state tecnicamente valutate, né sono state spiegate le ragioni di questa chiusura al confronto”. Espropri, territorio smembrato, senza valutare la proposta di tracciato alternativo che pure era possibile. “Quest’opera, così com’è, distrugge un’intera porzione di territorio – continua Raimondi -; gli indennizzi per i privati non potranno colmare un abbattimento della qualità della vita, i muri a recinzione del percorso si troveranno a due metri o più delle case”. Sotto attacco, il metodo di una decisione calata dall’alto. “Un’opera che poteva essere fatta in modo diverso, ascoltando le esigenze dei territori – continua Raimondi-. Sosterremo la battaglia dei cittadini e del comitato fino al Consiglio Regionale. Come per le tasse nella sala Ipogeo, anche oggi abbiamo assistito a un’inaugurazione blindata, che ha tenuto lontani i cittadini”. “L’Abruzzo, con questa giunta regionale, vede un restringimento di tutti i processi democratici, ci auguriamo che Marsilio non pensi anche stavolta di zittire la protesta pacifica e legittima apostrofandola come violenta, sminuendone i contenuti: la Regione continua a non ascoltare i cittadini e le esigenze dei territori”, aggiunge Daniele Licheri, segretario regionale Sinistra Italiana-AVS.
Marsilio: “Lo Stato torna ad investire in Abruzzo. E lo fa portando sul territorio risorse per un miliardo di euro”.
Un Presidente della Regione raggiante ha avviato oggi a Brecciarola il cantiere per il raddoppio ferroviario della linea Roma-Pescara nei due lotti esecutivi da Interporto d’Abruzzo a Manoppello e da Manoppello a Scafa. Marco Marsilio nel suo intervento ha parlato di “apertura di un cantiere che guarda al futuro e che apre la strada ad una nuova stagione di sviluppo, per i cittadini e le imprese, di una regione troppo spesso mortificata dalle scelte di comodo di una classe dirigente che non ha mai voluto scegliere. Noi – ha aggiunto – l’abbiamo fatto nel lontano 2020 poco prima che l’Italia chiudesse per il Covid sottoscrivendo un accordo vero con il ministro dei Trasporti di allora, Paola De Micheli, e con il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Da allora siamo andati avanti con convinzione nella certezza che solo un progetto, approvato e finanziato nella sua totalità, possa portare al compimento di un’opera importante”. Con il Presidente Marsilio ad avviare il cantiere c’erano l’amministratore delegato di RFI, Aldo Isi, l’amministratore delegato del Consorzio Eteria, Vincenzo Onorato, e il commissario straordinario per il potenziamento della Roma-Pescara, Vincenzo Macello. I lavori inaugurati oggi prevedono la realizzazione di due lotti per una spesa complessiva 559 milioni di euro e per un raddoppio di 13 chilometri di strada ferrata. “La vera forza di questo progetto – ha sottolineato il presidente della Giunta regionale – è che mette mano ad un’ossatura ferroviaria di 150 anni fa, che non è mai stata ammodernata né ristrutturata, disegnando una svolta epocale che porterà l’Abruzzo ad avvicinarsi a Roma ma soprattutto ad entrare nelle grandi direttrici dei programmi di mobilità europei”. L’apertura del cantiere del primo lotto Interporto-Manoppello è l’occasione per fare il punto sul progetto nella sua complessità. In questo senso, Marsilio ha auspicato che “si arrivi quanto prima alla chiusura della conferenza dei servizi per il tratto Pescara-Chieti e che, allo stesso modo, parta la fase del dibattito pubblico per la tratta Roma-Mandela, il cui miglioramento è indispensabile per recuperare oltre 30 minuti nella percorrenza complessiva della Roma-Pescara”.
“Taglio del nastro a oltranza, il progetto è ancora un mistero nella tratta Scafa-Pratola Peligna. "
Di Marco alla mobilitazione dei cittadini e di Comferr: “Taglio del nastro a oltranza, il progetto è ancora un mistero nella tratta Scafa-Pratola Peligna. Vicini ai cittadini e alle attività che saranno costrette a chiudere. Regione sempre più lontana dalla comunità” “Lontani dai cittadini, lontani dall’economia del territorio: dopo aver aumentato le tasse agli abruzzesi, Marsilio li taglia fuori dalla genesi di un’opera importante, qual è il raddoppio ferroviario e li tratta come indesiderati, nonostante il progetto poteva e può essere migliorato per evitare l’impatto distruttivo sul territorio. Un progetto di cui ci restano ancora ignote la visione complessiva e delle sorti, quelle ad esempio del tratto da Scafa a Pratola Peligna, documento misterioso al punto che alla richiesta di accesso agli atti della Commissione, fatta su mia proposta, non è emersa una carta esplicativa delle attività. Per questo abbiamo deciso da che parte stare, con i cittadini e il Comitato: oggi lontani e confinati, nonostante rappresentanti istituzionali, da un taglio del nastro voluto per forza, anche se è l’ennesimo schiaffo alla comunità e alle sue attività produttive. Mai nella storia d’Abruzzo erano accadute contrapposizioni simili da parte di istituzioni che dovrebbero rappresentare e tutelare la comunità, non escluderla e temerla. Un brutto giorno per la democrazia e un’intransigenza, quella di Marsilio e della destra di cui è espressione, che allontanerà sempre di più cittadine e cittadini che chiedevano solo di essere ascoltati, avendo proposto alternative in grado di rendere più sostenibile l’intervento e di salvare case e aziende. Gente che il Governo regionale non ha voluto ascoltare, non considerando a nessun livello la variante presentata per uno dei lotti, come ci ha confermato la struttura regionale audita in Commissione Vigilanza, che ha riferito di non conoscere l’ipotesi progettuale alternativa”, così il consigliere regionale Antonio Di Marco, vicepresidente della Commissione Ambiente, Territorio e Infrastrutture. “Comunità e attività economiche, lasciate sole. Mi chiedo dov’è e dov’è stata finora l’assessora regionale Tiziana Magnacca – sottolinea Di Marco - , titolare di una delega alle Attività produttive, Industria e Commercio che fino ad oggi qui non ha esercitato, perché nessuna delle attività a rischio l’ha vista e sentita nei mesi scorsi e in questi giorni. Anche per questo stamattina prima di partecipare alla mobilitazione con i cittadini mi sono recato da Orsini & Blasioli e la Golden Gas, due aziende ricomprese nel tracciato dell’attuale progetto a cui fino ad oggi né RFI, né la Regione, hanno ancora detto nulla sul futuro delle proprie attività, ad oggi operative e con importanti. Ci sono andato con il presidente della Commissione vigilanza Sandro Mariani e come vicepresidente della Commissione Ambiente, Infrastrutture e territorio, dunque in veste istituzionale, perché avessero l’attenzione dovuta, visto che la prima occupa almeno 50 lavoratori oltre a fatturare milioni di euro di commesse nel campo meccanico e la seconda ne occupa 12. Come quelle visitate stamane nella zona di Alanno, diverse sono le attività a un passo dalla ferrovia che saranno perse anche a causa di un'assenza ingiustificata delle istituzioni a difesa dell'economia regionale. Il nostro lavoro continuerà in Commissione Vigilanza, dove ad ogni seduta scopriamo che l’opera non è nota nemmeno alle forze di maggioranza, che sarebbero state propense anche a un’inversione del cantiere, facendolo iniziare da Roma alla Marsica, come avevo proposto e come sarebbe stato più utile a tutti. C’è da capire perché tanta intransigenza: si rischia di spendere di più, si spacca la comunità, danneggiando quella che ha casa e lavoro nel sedime di cantiere e non è possibile alcuna apertura, né migliorare il transito dell’opera. Marsilio dica perché”.



