Approvato Piano risanamento acustico Pescara Vecchia. 5 giorni fa la notizia dal Comune di Pescara. Oggi però viene smentita dal Comitato cittadini residenti del Centro Storico, Nuova Pescara Vecchia.
"Apprendiamo con incredulità dell’approvazione la settimana scorsa di una versione edulcorata del Piano di Risanamento Acustico (PRA) per il Centro Storico di Pescara da parte del Consiglio Comunale, presentata sui media come frutto di un presunto accordo tra esercenti e residenti della zona. Il Comitato dei cittadini residenti nell’area del Centro Storico, denominato Nuova Pescara Vecchia e istituito per trovare soluzioni condivise che ci consentano di vivere nelle nostre abitazioni, vuole sottolineare che il compromesso trovato dal Comune non solo non ci soddisfa ma è un insulto ai nostri ripetuti appelli a intervenire per arginare una situazione ormai fuori controllo." Si legge in un comunicato.
"Vogliamo smentire con decisione che ci sia stato un compromesso tra residenti ed esercenti. Questa notizia falsa riportata da alcuni media è un ulteriore schiaffo alle nostre istanze, nonché un tentativo di indebolire le nostre richieste cui ci sottraiamo con fermezza. Mentre è vero che esiste una manciata di gestori di locali della zona che risiedono nel quartiere e possono quindi avere una fruizione diversa dell’area rispetto a residenti che hanno vite lavorative più diurne, la stragrande maggioranza di chi vive tra queste vie chiede da anni al Comune interventi per limitare il rumore, combattere il degrado e fermare lo spopolamento del quartiere. Questa maggioranza non approva, né sottoscrive in alcun modo le modifiche al PRA approvate dal Consiglio Comunale l’8 maggio. Nostri rappresentanti hanno più volte espresso questa posizione sia sui media che in occasione di incontri con le parti coinvolte."
Le dichiarazioni integrali del comunicato:
Ciononostante, il consigliere Alessandro D’Alonzo, presidente della Commissione Ambiente che ha portato avanti l’iniziativa del PRA, dichiara alla stampa: “Il compromesso è stato trovato sul buon senso di far coesistere le esigenze lavorative degli imprenditori [...] e l’esigenza dei residenti di dormire tranquillamente nelle proprie abitazioni di notte”. Tuttavia, mentre ci sembra evidente che siano state rispettate e valorizzate le esigenze degli imprenditori, è altrettanto evidente che i nostri diritti continuano ad essere quotidianamente calpestati.
Infatti, attualmente le attività della nostra zona possono restare aperte, con tavoli all’esterno, fino alle 3:00 nei giorni feriali e fino alle 4:00 nei giorni festivi. E, se è vero che la normativa nazionale impone comunque soglie stringenti per le attività rumorose nei centri abitati dalle 22 in poi, qui non c’è nessuno che faccia rispettare queste regole e, come già sottolineato da questo Comitato, è la norma che tra le nostre strade alle 3:00 di notte di un qualsiasi giorno feriale ci siano ancora locali che mandano musica da discoteca a tutto volume a porte e finestre spalancate.
Il piano, così come approvato giovedì 8 maggio, non introduce alcuna misura in grado di risolvere o mitigare l’attuale situazione. Approvato in una versione che elimina ogni riferimento a limiti di orari e senza alcuna restrizione al servizio all’aperto, l’attuale PRA rimanda ad eventuali future ordinanze comunali la possibilità di introdurre limiti più stringenti. La ragione, ci dicono dal Comune, sarebbe che le rilevazioni acustiche che avevano evidenziato sistematici sforamenti dei limiti di rumore consentiti e sulla base delle quali era stato elaborato il piano, sarebbero datate. Ma che i rilievi fossero del 2023 e che questo elemento potesse essere motivo di contestazione era cosa da tempo nota all’amministrazione comunale che, se fosse stata davvero interessata a far approvare il PRA, avrebbe quindi dovuto effettuare nuove rilevazioni prima di portare il testo in Consiglio Comunale.
Le nostre continue richieste di intervento, le chiamate notturne alle forze dell’ordine, le email al Comune, nonché i recenti fatti di cronaca testimoniano del fatto che, dal 2023 ad oggi, la situazione del rumore non è di certo migliorata, semmai è peggiorata. Utilizzare la scusa dei rilievi datati è solo un modo per rimandare il problema e non assumersi le proprie responsabilità, a scapito della nostra salute.
Con l’estate alle porte, stagione in cui solitamente la movida si sposta in altre zone della città e alcuni locali del Centro Storico chiudono, esprimiamo inoltre il timore che eventuali rilevazioni effettuate nei prossimi mesi possano fotografare uno scenario che non renda giustizia alle quotidiane torture cui noi residenti siamo sottoposti.
È per questo motivo che il nostro comitato in questi giorni ha conferito incarico ad un legale di avviare ogni iniziativa per ottenere in tutte le opportune sedi giudiziarie provvedimenti finalizzati al ripristino della legalità in termini di tutela della salute pubblica, dell'ordine pubblico e del decoro urbano, così da ristabilire la nostra fiducia nelle istituzioni.



