A questo proposito, il Direttore Michitelli ha illustrato alcune delle esperienze più significative attivate dalla ASL di Pescara, tra cui il servizio di Assistenza Domiciliare Ematologica, attivo già da tempo e rivolto ai pazienti con patologie ematologiche gravi e non autosufficienti.
“Grazie a un’équipe composta da medici e infermieri qualificati – ha spiegato – la ASL garantisce direttamente al domicilio del paziente prestazioni complesse come monitoraggio clinico, richieste di prescrizioni diagnostiche, aggiustamenti terapeutici in teleconsulto con gli specialisti ospedalieri e, soprattutto, trasfusioni domiciliari”. I numeri testimoniano l’impatto crescente del servizio: nel 2023 sono state effettuate 652 trasfusioni di emazie a domicilio, salite a 843 nel 2024, con una proiezione di 960 nel 2025. Le trasfusioni di piastrine sono stimate in aumento del 126%, oltre agli esami correlati: 5.189 nel 2023, 6.918 nel 2024, 8.200 è la proiezione per il 2025, con una crescita del 19%. “Si tratta di un modello assistenziale che migliora concretamente la qualità di vita del paziente e della sua famiglia, riducendo al contempo gli accessi inappropriati al pronto soccorso e l’ospedalizzazione”.
Nella strategia di prossimità delineata un ruolo importante è rappresentato dalla piattaforma di telemedicina QuickWeb Connect, utilizzata da circa 18.000 pazienti, 700 dei quali di fuori provincia, per la gestione delle principali patologie croniche quali diabete e scompenso cardiaco. Il sistema consente il monitoraggio continuo, l’adeguamento terapeutico e lo scambio in rete dei dati clinici tra medici di medicina generale, specialisti ambulatoriali e ospedalieri.
Particolare attenzione è stata riservata anche alla ventiloterapia domiciliare, attivata nell’aprile 2025 grazie all’impegno e alla competenza dell’équipe di Terapia Intensiva e Rianimazione, che ne cura l’organizzazione e l’erogazione. Il servizio consente di trattare al domicilio pazienti affetti da SLA, tracheostomizzati o con gravi disabilità respiratorie, attraverso interventi altamente specialistici quali il cambio di cannule tracheali, broncoscopie, visite pre-omologazione e fornitura di presidi, contribuendo in modo determinante alla stabilizzazione clinica del paziente e alla riduzione della mobilità sanitaria.
Nel suo intervento, il Dott. Michitelli ha inoltre sottolineato l’importanza delle case della comunità, delle centrali operative territoriali e della diagnostica mobile: strumenti chiave per portare la medicina di base, gli screening e la diagnostica di primo livello direttamente nei comuni montani e nei territori più disagiati, contrastando anche lo spopolamento delle aree interne. In questo scenario, la telemedicina e la refertazione a distanza rappresentano ulteriori leve per costruire una sanità connessa, integrata e realmente accessibile.
“Una sanità che si fa carico del paziente fragile là dove vive - ha dichiarato Michitelli - migliorando la qualità della vita non solo del malato, ma anche delle famiglie. Un modello concreto, che evita spostamenti rischiosi e riduce la pressione su ospedali e pronto soccorso”.



