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Lunedì, 14 Marzo 2016 11:44

Anti bracconaggio. Due italiani uccisi in Zimbabwe circostanze ancora confuse

Padre e figlio mostrano zanne strappate dai bracconieri Padre e figlio mostrano zanne strappate dai bracconieri fonte: facebook

 partecipavano ad un'operazione anti-bracconaggio

 

Roma - Due italiani, padre e figlio, sono stati uccisi in Zimbabwe, forse perché scambiati per bracconieri all'interno di una riserva di caccia. La Farnesina ha confermato la notizia del decesso, precisando che le circostanze ancora sono tutte da chiarire. Claudio Chiarelli e Massimiliano Chiarelli, il padre nato nel 1950 e il figlio nel 1987, sono rimasti uccisi ieri pomeriggio nella riserva di Mana Pools, in Zimbabwe, mentre partecipavano ad un'operazione anti-bracconaggio. Secondo l'ambasciata italiana ad Harare, i due connazionali risiedevano nel paese africano dove avevano un'attività di operatori turistici, lavorando nel settore dei safari.

L'incidente è avvenuto mentre stavano dando supporto logistico, dietro richiesta delle autorità locali, ad un'operazione anti-bracconaggio nella riserva. Ancora non sono state chiarite pienamente le circostanze ma non si ritiene, precisano ancora le fonti, che a sparare ai due connazionali siano stati i bracconieri e quindi si ritiene che sia trattato di un tragico malinteso

Ultima modifica il Lunedì, 14 Marzo 2016 11:55

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