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Mercoledì, 02 Luglio 2025 12:10

Tra mare e montagna: come avviare un'attività turistica in Abruzzo

L’Abruzzo è una delle regioni più sorprendenti d’Italia.

Montagne imponenti e spiagge sabbiose convivono in pochi chilometri, offrendo scenari ideali per il turismo in ogni stagione. Per chi desidera avviare un’attività turistica, questa regione può rappresentare una grande opportunità.

Vediamo quali sono i passi principali da seguire e cosa bisogna sapere per iniziare.

Perché scegliere l’Abruzzo

L’Abruzzo è spesso considerato una meta secondaria, ma è proprio questo uno dei suoi punti di forza. Chi cerca un'esperienza autentica, lontana dai circuiti turistici di massa, trova qui natura incontaminata, borghi storici e tradizioni ben radicate.

Il Parco Nazionale del Gran Sasso, la Costa dei Trabocchi, i sentieri escursionistici, le piste da sci e le spiagge dell’Adriatico attraggono ogni anno un numero crescente di visitatori. Un territorio così variegato permette di sviluppare progetti molto diversi tra loro: dai B&B in montagna agli stabilimenti balneari, dai tour enogastronomici alle esperienze outdoor.

Scegliere il tipo di attività

Prima di iniziare, occorre avere chiaro il tipo di esperienza turistica che si vuole offrire. Chi possiede una casa in un borgo può pensare a un affittacamere. Chi ha un terreno in collina potrebbe progettare una struttura glamping.

Le possibilità sono molte: agriturismo, casa vacanze, guida turistica, noleggio bici, attività esperienziali legate al territorio.

La scelta dipende anche dalla zona: sulla costa prevalgono le strutture ricettive estive, mentre nell’entroterra montano vanno per la maggiore le attività invernali e le esperienze naturalistiche.

Requisiti e autorizzazioni

Avviare un’attività turistica in Abruzzo, come in ogni altra regione, richiede il rispetto di alcune regole. Il primo passo è informarsi presso il SUAP (Sportello Unico per le Attività Produttive) del Comune dove si intende operare.

Ogni attività ha regole specifiche, ma in generale è necessario:

  • presentare una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività)

  • rispettare i requisiti igienico-sanitari e urbanistici

  • avere una copertura assicurativa

In alcuni casi serve anche una licenza o un’iscrizione a un albo professionale, ad esempio per le guide turistiche o per gli accompagnatori di montagna.

Costi iniziali e investimenti

Avviare un’attività turistica comporta dei costi che variano in base al progetto. Chi parte da un immobile già esistente può ridurre le spese, ma occorre comunque prevedere un budget per adeguamenti, arredi e promozione.

Nei piccoli borghi e nelle aree interne, ci sono spesso bandi e incentivi pubblici, anche a fondo perduto, per sostenere le nuove attività legate al turismo. Conviene monitorare le iniziative regionali, europee e dei GAL (Gruppi di Azione Locale).

Anche i Comuni più piccoli stanno investendo nel rilancio del turismo locale e possono essere partner utili.

Stagionalità e diversificazione

Una delle sfide più comuni è la stagionalità. Sulla costa, l’afflusso di turisti si concentra nei mesi estivi, mentre in montagna si lavora soprattutto d’inverno.

Per garantire entrate più costanti, conviene puntare sulla diversificazione dell’offerta. Organizzare attività legate alla natura, alla cucina locale, al benessere o alla scoperta dei borghi può attrarre viaggiatori anche in primavera e in autunno.

Inoltre, sempre più persone cercano esperienze autentiche, lontane dai periodi di maggiore affollamento.

Partita IVA: cosa serve per aprirla

Per avviare legalmente un’attività turistica è necessaria l’apertura di una Partita IVA. Questa operazione consente di emettere fatture, pagare le imposte e operare in regola.

Molti lavoratori autonomi nel settore turistico scelgono il regime forfettario, perché offre semplificazioni fiscali e contributive, soprattutto per chi ha ricavi sotto i 85.000 euro annui.

Il regime forfettario prevede un’imposta sostitutiva del 15% (o del 5% per i primi anni, in alcuni casi) e un sistema contabile molto più snello rispetto a quello ordinario.

Va però valutato con attenzione in base alla tipologia di attività e alla previsione di fatturato.

Chi ha dubbi o non vuole gestire la burocrazia da solo può rivolgersi a servizi come Fiscozen, che offrono assistenza per aprire e gestire la Partita IVA, con consulenze personalizzate, anche online.

Promozione e visibilità

Una volta avviata l’attività, serve farla conoscere. Il passaparola resta importante, ma oggi la visibilità online è fondamentale.

Avere un sito web chiaro, con immagini e descrizioni dettagliate, è il primo passo.

È utile anche essere presenti su piattaforme come Google Maps, TripAdvisor, Airbnb, Booking, o su portali locali dedicati al turismo in Abruzzo. I social media aiutano a raccontare il territorio e le esperienze in modo diretto, creando un rapporto più umano con i potenziali ospiti.

Collaborazioni con realtà locali

In Abruzzo il tessuto economico è fatto di piccole realtà.

Collaborare con produttori locali, artigiani, cantine, guide ambientali o altri operatori turistici può arricchire l’offerta e aumentare l’attrattività della propria attività.

Proporre pacchetti integrati, escursioni o degustazioni aiuta a creare valore per il turista e nuove opportunità per chi vive nel territorio.

Avviare un’attività turistica in Abruzzo è un progetto che richiede impegno, conoscenza del territorio e attenzione alle regole.

Ma è anche una possibilità concreta di lavorare a contatto con la natura, le persone e le tradizioni. Tra mare e montagna, tra borghi e sentieri, ogni attività può trovare la propria nicchia e crescere nel tempo.

Con gli strumenti giusti, una buona idea e una gestione consapevole, il turismo in Abruzzo può diventare un’opportunità duratura.

 

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