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Giovedì, 17 Marzo 2016 16:22

Poesia. Nuvola e Sillaba il secondo libro di Francesco Recanati

La copertina del libro La copertina del libro

“Un viaggio questo che ha connotazioni concrete e pressanti ed è appena all’inizio, metafora trasparente del grande viaggio che il poeta compie andando con la memoria alla ricerca dell’àncora del tempo.”

Vive fra Pescara e Trieste, è laureato in Filosofia. Apprezzato dalla critica, ha ricevuto diversi riconoscimenti e alcune sue poesie sono pubblicate in antologie di premi. Nel 2015 ha pubblicato la silloge poetica Marinaia la mente (Reggio Calabria, Leonida Edizioni).

Prefazione di Chiara Galassi “È appena uscito il secondo libro di Francesco Recanati, Nuvola e sillaba. Ciò che emerge nella poesia di Francesco Recanati è l’urgenza del dire e del condividere sentimenti, pensieri improvvisi, stati d’animo, difficoltà, gioie e scelte di vita. Un fiume in piena, che a ritmo incalzante non concede pause al lettore fino alla fine, un vento-uragano che la poesia sa trasformare in ritmi orientali / di tenera bellezza (“Soldato”). Un viaggio questo che ha connotazioni concrete e pressanti ed è appena all’inizio, metafora trasparente del grande viaggio che il poeta compie andando con la memoria alla ricerca dell’àncora del tempo. È la minuziosa scoperta di forme e oggetti intrisi di sovrannaturale, ricchi di un riverbero di verità, avido il senso di vuote / e perenni parole (“Fuga per strane vittorie”), in questo abisso insondabile (“Ventura insondabile”).”

La fuga a ritroso nella memoria è cosciente in ogni  momento della sua labilità le memorie mi sembrano / ancore e scogli, (“Il colore del giorno”). Stati d'animo si succedono, le immagini del passato si alternano nel desiderio struggente di fermarli in quadri di felicità.

È il viaggio nel giardino segreto, Intreccio alloro / e rose, (“Ventura insondabile”), realizzato con la poesia come rivelazione in solitudine, In un roseto / colgo papaveri / da piantare su lune / inesplorate, (“Lune inesplorate”), luogo di innocenza e leggerezza, di libertà e desiderio di pace, fuga da tutto ciò che trasforma l'essere umano in naufrago e incarna il quotidiano modo di vivere e sopravvivere, Esco illeso dalla furia / di venti-uragani, (“Soldato”), Navigo solo, fra molti, (“Il colore del giorno”). A ben guardare però, lo sguardo dell'io lirico è diretto anche verso l'alto, a una luna irraggiungibile, enigmatica, locus di mille divagazioni filosofiche, territorio di un segreto che non si rivela, che non si fa leggere. E se la luna, nella sua implicita evocazione della notte, è il luogo poetico della libertà Pigra è la luna / di pensieri e parole, (“La gerla”), il giorno parla di angosce, di lotta quotidiana per l'essere umano, Sguardi furiosi e violenti riflettono / ombre sulle spade sguainate, (“Possibilità”). I lessemi, vento, primavera, sogno, cuore, tempo, mare, luce, luna sono fra i più ripetuti nella produzione poetica di Recanati che riesce a sovrapporre il frammento temporale del respiro soggettivo all'immenso respiro del mondo.

Nella stratigrafia dell'anima del poeta, la magia diventa un fil rouge che avvolge il tempo in un'unica epifanica manifestazione del mistero. Ritmi orientali / di tenera bellezza, (“Soldato”), Raccolgo fiori muti e immutabili, (“Il solco e il vento”), Apri la scatola del silenzio / contiene il segreto delle parole, (“Frutti maturi del tempo”). L'io lirico tende a una poetica degli elementi che nel volgersi al "mistero", sia pure in modo discontinuo, ambisce a rappresentare l'armonia del mondo.

Il "giardino" è un luogo simbolico di innocenza, di felicità, di miracoli che l'esperienza successiva ha disgregato.

    Nell' universo poetico delineato dal poeta, la memoria è un movimento tutto interiore, legata alla dimensione religiosa, non ars memoriae, ma traduzione spirituale del passato, sua interiorizzazione, e tesaurizzazione semiotica, un lampo che sottraendosi al tempo, si fa parola. Luce e parola coesistono nell'epifania che rivela e non rivela, e richiedono con determinazione la nudità dell'anima, Avanzo piano / verso il tugurio del mare, / nudo e solo, (“Attendere l’alba”).

    La parola va oltre la parola, diventa l'unico modo per conquistare l'identità ultima e si dà come metafora di una salvezza possibile, di un orizzonte etico-assiologico ancora raggiungibile.  

    Frequente è pure il tema della vita e il desiderio di percepire le cose della natura, fino a sondare il fondo dell'oceano Il vento intanto suona, / attraversa oceani, (“Il soffio”). La vita-desiderio di speranza e infinito, come viaggio anche alle origini della lingua nuvola e sillaba, (“Inutili frette”), fra passato e futuro.

    In definitiva, per il poeta, la vita ha un senso solo se si comprende che ogni essere umano non può fare a meno di credere nel proprio angolo segreto, luogo più inaccessibile della propria anima, spazio di un incessante rincorrersi di delusioni, speranze, carezze, verità e menzogne.

Il lettore non potrà non accorgersi della straordinaria coerenza di questo itinerario poetico.

Ultima modifica il Giovedì, 17 Marzo 2016 16:31

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