"Parlare delle problematiche a cui il personale è oggi sottoposto merita senza dubbio un capitolo a parte. Le condizioni di lavoro, la pressione crescente e le incertezze legate all’organizzazione interna hanno un impatto diretto non solo sul benessere dei dipendenti, ma anche sulla qualità complessiva dei servizi/prodotti offerti". Così inizia un comunicato di UGL segreteria Regionale Abruzzo.
Che evidenzia, "Oggi, ciò che più ci preoccupa – e non poco – è il futuro della nostra Azienda. Senza una strategia chiara, condivisa e realmente orientata al benessere delle persone, rischiamo di compromettere la stabilità e la sostenibilità stessa dell’organizzazione."
"Dai dati pubblicati nella sezione “Società Trasparente” del sito TUA emerge infatti una situazione allarmante: al 31 dicembre 2024 i debiti verso fornitori ammontano a oltre 37 milioni di euro, distribuiti su 446 imprese creditrici. Un dato quasi raddoppiato rispetto al 2022, quando i debiti erano pari a 19,6 milioni (26,2 milioni nel 2023)." Indica UGL: "A questo si aggiungono gli innumerevoli incarichi affidati ad avvocati e professionisti esterni, con spese che continuano a gravare pesantemente sui conti aziendali. Senza dimenticare le gare di appalto rivolte alle banche, indette con cadenza di pochi mesi: un segnale evidente di una costante carenza di liquidità. Come non essere preoccupati?"
"Sembra che a non esserlo siano soltanto il management di TUA e la Regione Abruzzo che, pur avendo in teoria un ruolo di “controllo analogo”, di fronte alle nostre osservazioni resta in silenzio. Un silenzio che non fa che aumentare le nostre preoccupazioni."
La soluzione per UGL: "Eppure, secondo le stime, basterebbe contrastare l’evasione tariffaria per recuperare oltre 10 milioni di euro l’anno. Tuttavia, il tema rimane colpevolmente ignorato, mentre TUA sembra ormai assumere i contorni di un’azienda di beneficenza sociale."
Prosegue:
"Mancano i verificatori dei titoli di viaggio? Allora creiamoli. Oppure utilizziamo il personale dichiarato inidoneo a determinate mansioni, offriamo loro una formazione adeguata e investiamo sulle risorse già presenti in azienda. Sarebbe una scelta intelligente, sostenibile e rispettosa dei lavoratori."
Continuare ad affidare le verifiche a ditte esterne, peraltro solo su pochissime tratte, non è altro che uno spreco di denaro pubblico. Con un’organizzazione diversa potremmo avere controlli più capillari, più efficaci e soprattutto interni, garantendo trasparenza e maggiore efficienza del servizio.Al management di TUA abbiamo chiesto più volte: non volete intervenire o non potete farlo? Anche in questo caso la risposta è stata il loro silenzio. Siamo sempre più preoccupati.
Nel frattempo si pensa a festeggiare. Con soldi pubblici, cioè di tutti noi contribuenti. E mentre si brinda e si consegnano medaglie, i veri problemi restano irrisolti. Se vogliamo davvero festeggiare, iniziamo a dare certezze ai 1400 dipendenti, permettiamo loro di programmare il futuro senza timori, offriamo stabilità e non fumo negli occhi.
Ribadiamo ancora una volta alla Regione Abruzzo, nella persona del Presidente Marco Marsilio, che TUA è una società di proprietà regionale. È quindi dovere della Regione intervenire con urgenza, senza continuare a lasciare l’azienda di trasporti in uno stato di totale abbandono, come purtroppo avvenuto fino ad oggi. Le chiusure di bilancio in positivo ridotte sempre più ai minimi termini sono da anni un campanello d’allarme che nessuno vuole ascoltare. Rischiamo di arrivare a un bilancio in rosso e a una gara pubblica, ormai prossima, con un’azienda svuotata. E nel frattempo tutto tace. Si tagliano nastri, si brinda, si annunciano novità. Ma la speranza è che non sia ancora una volta il copione già visto dei trasporti regionali."



