Tra l'altro con il bando Resto al Sud 2.0 è possibile accedere a finanziamenti a fondo perduto e prestito agevolato, senza anticipare alcun capitale proprio. Tutti i dettagli sono consultabili sul sito restoalsudcontributi.it, che tra l'altro abbiamo usato come fonte per raccogliere spunti utili per spiegare come aprire un negozio di abbigliamento con Resto al Sud 2.0.
Prima di concentrarci sui vantaggi offerti da Resto al Sud 2.0, analizziamo quali sono i passi da compiere per lanciare questa attività. L'abbigliamento si suddivide in diversi segmenti: uomo, donna, bambino, sportivo, elegante, second-hand ecc. Ciò che conta è intercettare una nicchia di mercato per poi costruire una base solida di consumatori fidelizzati. In quest'analisi bisogna considerare non solo il segmento di mercato, ma anche la fascia di prezzo, il tone of voice da utilizzare e l'assortimento in base ai clienti finali.
Altro fattore fondamentale è la gestione dello stock. L'abbigliamento è un settore fortemente influenzato dalla stagionalità e richiede una rotazione frequente. Bisogna quindi fare gli ordini nei tempi e nelle modalità giuste, per evitare ammanchi o, al contrario, giacenze che si traducono in maggiori costi.
Cruciale è anche l'allestimento che, oltre a valorizzare i capi esposti, deve rendere l'esperienza d'acquisto piacevole e favorire il flusso continuo dei clienti in spazi ampi. In tale ottica l'illuminazione, l'arredo, i colori e la musica devono essere ben mixati per creare un'esperienza di shopping tarata su misura delle proprie buyer personas.
Ed eccoci arrivati a Resto al Sud 2.0 che, se usato correttamente, può rappresentare un trampolino di lancio per un negozio di abbigliamento. Il bando offre due tipi di incentivi a fondo perduto per avviare nuove attività nel Mezzogiorno e nelle aree del Centro Italia colpite dai terremoti: un voucher di avvio da 40.000 euro, o 50.000 euro per beni e servizi innovativi o sostenibili, oppure contributi che coprono fino al 75% delle spese per investimenti fino a 120.000 euro, o al 70% delle spese fino a 200.000 euro. La misura è destinata ai giovani under 35, disoccupati, inattivi o marginali iscritti al programma GOL. È inoltre previsto un tutoraggio continuativo e gratuito del valore di 5.000 euro per impresa, per offrire supporto amministrativo e strategico.
Per ottenere il finanziamento bisogna presentare la domanda completata correttamente, alla quale va affiancato un business plan solido che dimostri la fattibilità e la sostenibilità economica e finanziaria del progetto. Una volta presentata la domanda bisogna attendere l'ok da parte di Invitalia, che rilascerà il suo nulla osta al finanziamento se non dovesse riscontrare ostacoli o criticità nel progetto.



