Il Comune di Pescara annuncia la riorganizzazione della sosta e delle tariffe dei parcheggi pubblici esistenti in città, con l'obiettivo - si legge nella delibera approvata dalla Giunta - di "promuovere la tendenza a un trasporto sempre più sostenibile", con i nuovi mezzi a disposizione, e di "garantire la rotazione degli stalli", evitando che si lasci l'auto in sosta nello stesso punto per intere giornate. Il sindaco Carlo Masci e l'assessore Adelchi Sulpizio parlano di "una riorganizzazione che razionalizza il sistema" e fanno notare, a questo proposito, che una delle premesse fondamentali è la possibilità di fruire del servizio della filovia, offerto ogni 10 minuti dalla Tua, che consente di spostarsi all'interno della città e fino a Montesilvano (pagando 1,50 euro per 90 minuti) senza usare l'auto privata e quindi senza occupare gli spazi della sosta e senza inquinare, "un servizio che va utilizzato sempre più a scapito dei mezzi privati". Ma tra le priorità dell'Amministrazione c'è anche la necessità di favorire il maggior ricambio possibile delle auto in sosta, come è già avvenuto nel periodo estivo in prossimità della spiaggia, prevedendo comunque "la possibilità di abbonarsi a tariffe agevolate per chi ha la necessità di frequentare il centro città giornalmente e parcheggiare per l'intera giornata. L'importo dell'abbonamento prevede la spesa di un euro al giorno, 360 euro l'anno, per i residenti, e di 60 euro al mese per gli abbonamenti ordinari, fruibili dai non residenti, per i quali si pagano 2 euro al giorno, mentre in molte zone per i residenti autorizzati l'abbonamento mensile ridotto costa 15 euro, cioè 50 centesimi al giorno, così come costa 15 euro per gli studenti universitari lungo il cosiddetto Corridoio verde", fanno notare il sindaco e l'assessore Sulpizio evidenziando che "le tariffe per gli abbonati sono particolarmente convenienti e quella per i residenti è sicuramente tra le più convenienti in Italia".
Inoltre, si fa presente nella delibera, le esigenze di mobilità sono mutate anche con la nuova disponibilità di mezzi trasporto alternativi all'auto, come monopattini, biciclette, autobus e scooter elettrici, da incentivare sempre più.
Il provvedimento, le cui previsioni saranno attuate nel momento in cui sarà firmata la relativa ordinanza (primo dicembre), si snoda attraverso più punti.
Vengono istituite nuove aree a parcheggio a pagamento. Ecco dove:
* Viale della Riviera, nel tratto compreso tra via Muzii e piazza primo Maggio, e lungomare Matteotti, nel tratto compreso tra piazza Primo Maggio e la Madonnina del Porto, sul lato mare;
* nel tratto tra la rotatoria di via Plauto e la rotatoria di via A. lo Feudo;
* Via Enzo Ferrari lato monte, nel tratto compreso tra via Aremogna e via Rigopiano;
* Area parcheggio di recente realizzazione su via Rigopiano;
La delibera, oltre a prevedere abbonamenti mensili ordinari in tutte le aree al costo di 60 euro e abbonamenti annuali per i residenti di 360 euro, prevede la possibilità di abbonamento mensile esclusivo per una singola area di parcheggio a 45 euro per gli spazi di via Michelangelo, corso Vittorio Emanuele e via Ferrari/via Bassani Pavone. Per i mezzi elettrici, che il Comune intende incentivare, è previsto il 50% di sconto su tutti gli abbonamenti. L'importo dell'abbonamento è agevolato, ed è pari a 15 euro mensili, anche per i residenti nell’area adiacente alla sosta posta su via Ferrari, nei nuovi spazi individuati in quella zona.
L'importo della sosta giornaliera passa a 4 euro in via Michelangelo, corso Vittorio Emanuele (tra via Piave e l'ex via Gorizia), via Ferrari/via Bassani Pavone, area di risulta, area terminal bus e area Bingo, mentre nell'area del Tribunale e via Plauto si pagano 2,50 euro al giorno, così come in piazza Mancini. Sul lungomare Matteotti è prevista la possibilità di sosta per 30 minuti (a 50 centesimi) e su quel tratto è stato inserito l'abbonamento mensile, così come sulla riviera nord, agli stessi prezzi del resto della città. Per la sosta serale, l'importo è di 3 euro dalle ore 21 in poi, e solo il venerdì e il sabato, nell'area di risulta, nell'area terminal bus e nell'area Bingo.
"Per le tariffe dell'area di risulta, che sono state ritoccate, il nostro obiettivo è di incentivare sempre più l'uso del mezzo pubblico, in particolare la filovia, che arriva a piazza della Repubblica e risulta più conveniente del parcheggio a pagamento, oltre che più rapida", fanno notare Masci e Sulpizio. "Questo mezzo è comodissimo per l'utenza e riduce il numero di auto che entrano a Pescara, non genera traffico e non inquina. Non vogliamo far passare il concetto che parcheggiare sia più conveniente che spostarsi con la filovia o con i mezzi pubblici, vogliamo puntare sempre più sulla mobilità sostenibile. Ciò che vogliamo è incentivare l'uso del mezzo pubblico e favorire la rotazione delle auto in sosta". Quanto ai nuovi posti auto a pagamento "alcuni ci sono stati chiesti dai residenti, per favorire il ricambio e consentire la sosta agli stessi residenti che spesso incontrano difficoltà trovando gli stalli con strisce bianche occupati anche per mesi dalle stesse auto". Masci e Sulpizio replicano anche alla minoranza: “Protestano sempre senza avere un progetto, né sulla mobilità sostenibile né sulle piste ciclabili o sulle aree pedonali. Contestano e basta, puntando alla pancia delle persone ma le persone oltre alla pancia, hanno anche la testa per ragionare e capiscono che i pescaresi possono parcheggiare, con l’abbonamento, a un euro al giorno sulle strisce blu mentre i non pescaresi a 2 euro al giorno, e queste sono cifre convenienti e tra le più basse d’Italia”.
Aumento dei costi di parcheggio: semplificazioni pericolose “A Pescara si aumenta il costo del parcheggio perché così si incentiva la Filovia”
"Come Gruppo Consiliare AVS -Radici in Comune il prossimo 22 novembre, all’Aurum – Sala Flaiano dalle 9.30 alle 13, organizzeremo un tavolo di lavoro proprio sul trasporto pubblico a Pescara, per iniziare un vero dibattito aperto a tutti e una raccolta dati sul tema più strategico e complesso per una città." Annuncia il gruppo consiliare e afferma: "a Pescara non esiste un’Agenzia per la Mobilità e i piani essenziali (tempi, orari, logistica) giacciono a dormire in qualche cassetto del Palazzo di Città. Le conseguenze sotto gli occhi di tutti sono devastanti: interi quadranti della città non hanno autobus diretti con tempi congrui verso i siti attrattori, che per esempio permettano ai 5.000 lavoratori dell’Ospedale Civile di arrivare in tempo per il turno delle 7:00; 12.000 studenti fuori sede affollano i mezzi al punto da tagliare fuori l’utenza lavorativa, obbligandola al mezzo privato."
"E l’unico parcheggio di scambio intermodale viene pensato esclusivamente solo nel cuore della città, l’Area di Risulta, contro ogni scienza pianificatoria. Nonostante Pescara sia tra le città europee con più chilometraggi percorsi dai mezzi pubblici, la percezione della mobilità pubblica è bassissima. Questo perché le linee esistenti sono “capillari e cervellotiche”, mancano collegamenti veloci sulla nuova Strada Pendolo, e gli autobus extraurbani che attraversano la città sono “bus fantasma” non codificati."
Aggiunge, "Mentre quindi servirebbe urgentemente un sistema integrato: sosta + TPL + interscambio, a Pescara si aumentano i costi dei parcheggi parlando di mobilità sostenibile, banalizzando e semplificando. E sapete cosa comporterà questo? Il contrario dell’effetto che si dichiara. In sintesi: effetto penalizzante senza alternativa: gli automobilisti si trovano a pagare di più, ma non dispongono di un servizio di trasporto pubblico competitivo. Il risultato non è lo “shift modale”, ma solo maggiore insoddisfazione; aumento del traffico di ricerca della sosta: chi non vuole pagare cerca stalli gratuiti nelle aree limitrofe, aumentando giri a vuoto e congestione nei quartieri periferici o residenziali; effetto regressivo e impatti sociali: i cittadini meno abbienti, spesso più dipendenti dall’auto in mancanza di alternative, subiscono un costo maggiore senza benefici in termini di mobilità; riduzione dell’accessibilità ai servizi urbani: se raggiungere il centro diventa più costoso e non esistono alternative valide, una parte degli utenti rinuncia a frequentare attività commerciali e servizi; perdita di legittimazione delle politiche di mobilità: senza un TPL efficiente, l’aumento della tariffa viene percepito come una “tassa”, non come una misura per migliorare la mobilità. Questo genera conflitto sociale e sfiducia verso l’amministrazione; mancato raggiungimento degli obiettivi ambientali: l’assenza di alternative efficaci impedisce la riduzione dell’uso dell’auto: il risultato è zero o quasi nessun beneficio in termini di emissioni e traffico. Se fosse una sceneggiatura si direbbe che il protagonista ha intrapreso la parabola discendente, il viaggio verso gli inferi, ma purtroppo non è una storia ma il nostro futuro".



