“Nel documento rimesso all’ente d’ambito sociale che ha richiesto una nostra perizia - spiega lo specialista - abbiamo indicato un percorso complessivo da intraprendere, sicuramente in seno alla famiglia, ma che sia rispettoso dello sviluppo e delle esigenze dei bambini. Che tenga quindi conto:
del desiderio di socialità degli stessi e relazione con i pari, ampiamente manifestati;
della necessità di seguire un programma di istruzione e formazione nei luoghi preposti e organizzato secondo i principi dell’istituzione scolastica;
dell’obbligo di essere inseriti nel Servizio Sanitario Nazionale seguiti da un pediatra che ne verifichi condizioni di salute, crescita, sviluppo e in regola con le vaccinazioni obbligatorie previste per la popolazione da zero a 16 anni.
In definitiva la nostra valutazione definisce un percorso fatto di principi e comportamenti che regolano il nostro Paese, e garantiscono ai bambini condizioni di vita che ne assicurano una crescita sana sotto il profilo psichico e fisico. Ovviamente i genitori, che rappresentano un punto di riferimento importante, non possono che avere un ruolo attivo in tutto questo processo di inserimento dentro un sistema che non è una sovrastruttura, né una gabbia. E’ una cornice che definisce il vivere sociale, di bambini e adulti”.



