"Pescara non può più permettersi di ignorare le condizioni drammatiche in cui versa uno dei settori economici più importanti e identitari della città: la pesca." I Consiglieri del Movimento "Pettinari per l'Abruzzo" Domenico Pettinari, Massimiliano Di Pillo, Giovanni D'Andrea segnalano "La precarietà del nuovo mercato del pesce, fortemente avversato dalla marineria pescarese, rappresenta l’ennesimo segnale di una gestione confusa e distante dalle reali esigenze degli operatori. Una struttura che dovrebbe essere il cuore pulsante della filiera ittica locale rischia invece di diventare un simbolo di incertezza, improvvisazione e mancanza di programmazione."
"A tutto questo si aggiunge una criticità gravissima e ormai cronica: i bassi fondali del porto canale, ostruito da fanghi e sedimenti che da troppo tempo non vengono rimossi con regolarità. Una situazione che mette a rischio la sicurezza della navigazione e compromette quotidianamente il lavoro delle imbarcazioni, causando ritardi, danni e difficoltà operative sempre più insostenibili. Il sit-in svolto sotto il Comune, al quale abbiamo partecipato come gruppo, non è stato soltanto un gesto di protesta, ma un grido d’allarme e un invito chiaro alle istituzioni: occorre intervenire subito. Questo momento deve diventare uno sprone concreto affinché le istituzioni locali e regionali si assumano finalmente la responsabilità di risolvere problemi che ormai sono diventati atavici per l’intero comparto".
"Come se non bastasse, il costo del carburante, ormai arrivato a livelli insostenibili, sta mettendo in ginocchio le attività di pesca, molte delle quali sono sull’orlo della chiusura. Un aumento che colpisce direttamente il lavoro quotidiano dei pescatori e rende sempre meno conveniente uscire in mare, con ripercussioni gravi su tutta la filiera economica e commerciale della città".
"Non ultimo, resta aperta la questione delle lungaggini e dei ritardi intollerabili nei lavori per il nuovo porto canale, fermi ormai da anni. Un’opera fondamentale per lo sviluppo del settore, che avrebbe dovuto garantire maggiore efficienza, sicurezza e prospettive di crescita, e che invece continua a restare bloccata tra promesse e rinvii".



