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Lunedì, 13 Luglio 2026 16:26

Pescara. Vannacci in Comune. In piazza presidio Cgil al grido di "Re(si)stiamo uniti, restiamo umani".

Martedì 14 luglio, ore 15.00, Piazza Italia, davanti al Comune di Pescara

Martedì 14 luglio dalle ore 15.00 in piazza Italia, Cgil annuncia presidio davanti al Comune di Pescara, dove sarà ospitato l’ex generale Roberto Vannacci. "Le sue continue uscite pubbliche e i suoi proclami non sono più tollerabili: non siamo di fronte a semplici provocazioni di un personaggio folkloristico, ma a un preciso e pericoloso progetto politico che punta a scardinare le fondamenta democratiche del nostro Paese".

Si legge nel comunicato:

Ribadiamo con forza l’attualità e la centralità dei valori di solidarietà e umanità nati dalla lotta di Liberazione: respingiamo con forza la retorica della discriminazione che Vannacci porta avanti con il chiaro obiettivo di creare cittadine e cittadini di serie A e di serie B, calpestando il dettato dell’articolo 3 della Costituzione e la pari dignità di ogni persona.

Il cavallo di battaglia di questa retorica discriminatoria è la “remigrazione”. Interpellato in diretta televisiva se questo equivalga a una deportazione, Vannacci ha risposto senza esitazioni: “Se con deportazione intendiamo movimentazione coatta al di là della loro volontà, certo”. E’ l’ammissione esplicita che si tratta di spostare persone con la forza, contro la loro volontà, sulla base della loro origine. All’assemblea del suo partito a Roma ha fissato anche un tetto numerico: non più del 4% di immigrati nel nostro Paese, come se un essere umano potesse stare dentro una quota.

Ma non solo. La nostra è una difesa della solidarietà nazionale. Tagliare le risorse o non finanziare dignitosamente la sanità, la scuola, la ricerca, il lavoro e la sicurezza sul lavoro, la cultura, lo stato sociale e le politiche della casa genera pesanti ricadute su ognuna e ognuno di noi, delinea una società chiusa, escludente e patriarcale, incompatibile con il Paese disegnato dalla Costituzione della Repubblica Italiana, aperta e pluralista.

È gravissimo che questa propaganda reazionaria venga irresponsabilmente cavalcata per una manciata di voti: chi flirta con queste tesi estremiste, chi vi aderisce, si assume la responsabilità storica di sdoganare di nuovo l’intolleranza e di minare la tenuta sociale dell’Italia. Ed è gravissimo che queste derive eversive possano trovare spazio nei luoghi istituzionali.

Riportare i diritti e l’umanità al centro, con un presidio antifascista, significa anche non dimenticare chi da questa retorica viene colpito per primo. Dal 2014 a oggi, secondo il Missing Migrants Project dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, quasi 33mila persone sono morte o disperse nel Mediterraneo: il 78% sulla rotta del Mediterraneo centrale, Libia-Italia. Tra loro, oltre 1.200 minorenni. Troppo spesso sono rimaste senza nome, senza volto, senza una tomba. Per questo, durante il presidio, porteremo anche cartelli con nomi e volti: un modo per restituire un’identità a chi la propaganda politica riduce a statistica o a minaccia.

La nostra risposta a questo disegno oscurantista sarà durissima e senza sconti e non arretreremo di un millimetro: difenderemo la Repubblica, l’antifascismo e i diritti sanciti nella Costituzione da chi vorrebbe riportare l’Italia indietro nei periodi bui della nostra storia.

In un’epoca in cui i diritti vengono costantemente messi in discussione occorre restare uniti: invitiamo pertanto le Istituzioni e le forze politiche democratiche a fare muro contro questa deriva e a rinnovare il patto delle madri e dei padri costituenti, rilanciando con atti concreti i principi di uguaglianza contenuti nella Costituzione.

Non arretreremo neanche di un millimetro: saremo ai nostri posti, morti e vivi con lo stesso impegno, un popolo serrato intorno al monumento che si chiama ora e sempre RESISTENZA.

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