CITTÀ SANT'ANGELO, 2 ottobre 2026 – «Sto ricevendo moltissime segnalazioni da cittadini residenti nella zona della Lungofino, alcuni dei quali raccontano di aver ricevuto addirittura decine di multe per aver superato di pochi chilometri orari il limite di velocità. Una situazione che rischia di trasformarsi in un vero e proprio salasso per le famiglie e sulla quale Comune e Provincia hanno il dovere di intervenire immediatamente». A dichiararlo è la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Erika Alessandrini, in riferimento alla vicenda dei due autovelox installati lungo la SP2 Lungofino, nel territorio di Città Sant'Angelo.
«La sicurezza stradale è una priorità assoluta e i limiti devono essere rispettati. Ma quando un numero così elevato di cittadini viene sanzionato ripetutamente sullo stesso tratto, le amministrazioni devono interrogarsi anche sulle caratteristiche della strada, anziché limitarsi a moltiplicare i verbali.
Se una strada ha l'aspetto di un'arteria extraurbana, ma impone i limiti di un centro abitato, il problema non si risolve semplicemente installando un autovelox. Occorre renderla coerente con quei limiti, attraverso interventi strutturali che inducano naturalmente gli automobilisti a rallentare: restringimenti delle corsie dove tecnicamente possibili, attraversamenti protetti, una diversa caratterizzazione delle pavimentazioni, alberature, aiuole ed elementi di arredo urbano. La strada stessa deve comunicare a chi la percorre che si trova in un contesto abitato, nel quale è necessario ridurre la velocità.
Non si può lasciare una strada sostanzialmente invariata e pretendere che siano soltanto gli autovelox a garantirne la sicurezza, scaricando sui residenti il costo di questa scelta. La prevenzione deve venire prima della sanzione».
Alessandrini richiama quindi le responsabilità delle amministrazioni coinvolte.
«Sorprende che il sindaco Matteo Perazzetti, espressione della stessa area politica che governa la Provincia, intervenga soltanto adesso, scrivendo al presidente Giorgio De Luca per chiedere di rivedere il limite di velocità. È necessario chiarire quale sia stato il coinvolgimento del Comune prima dell'installazione dei dispositivi e perché le criticità segnalate oggi non siano state affrontate preventivamente. Fino ad ora il Comune non si era mai accorto che quel tratto stradale fosse pericoloso? La riqualificazione viaria di quel tratto di provinciale, che avrebbe caratteristiche urbane, è stato mai oggetto di una progettazione condivisa Comune-Provincia per mettere in sicurezza i pedoni e i ciclisti che l'attraversano? I cittadini hanno bisogno di soluzioni, non di un rimpallo di responsabilità tra amministrazioni».
La consigliera regionale chiede quindi che Comune e Provincia rendano immediatamente pubblici gli atti e i dati necessari a valutare la situazione: la delimitazione ufficiale dei centri abitati e la classificazione della strada, il numero degli incidenti registrati negli ultimi cinque anni, con la relativa gravità e localizzazione, il numero delle sanzioni elevate da ciascun autovelox, l'entità dei superamenti dei limiti e gli importi complessivamente accertati. «Soprattutto, vogliamo sapere quali interventi strutturali si intendano realizzare e con quali tempi. Se l'installazione degli autovelox risponde a effettive esigenze di sicurezza, quelle stesse esigenze devono tradursi in opere concrete di messa in sicurezza della strada, valutando il superamento degli attuali dispositivi una volta realizzate soluzioni strutturali efficaci. La Lungofino deve diventare una strada realmente sicura per automobilisti, pedoni e residenti. La sicurezza si misura con gli incidenti che si riescono a prevenire, non con il numero delle multe che si riescono a incassare. È su questo che devono essere giudicati i risultati delle amministrazioni».



