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Domenica, 08 Maggio 2016 19:02

Torino. Gabriele d’Annunzio. L’Abruzzo e i luoghi della memoria a Palazzo Lascaris

Scritto da Red En
Di Carlo e la copertina del libro Di Carlo e la copertina del libro foto Ufficio stampa

Venerdì 13 maggio, alle ore 17.00, nella Sala Viglione di Palazzo Lascaris, sede del Consiglio Regionale del Piemonte, verrà presentato il libro di Enrico Di Carlo: Gabriele d’Annunzio. L’Abruzzo e i luoghi della memoria (ed. De Siena). L’appuntamento è organizzato dalla Famiglia Abruzzese e Molisana. Ad affiancare l’autore, deputato di Storia Patria negli Abruzzi, saranno Mario Laus, Presidente del Consiglio Regionale Piemonte, e Carlo Di Giambattista, presidente della medesima associazione.

La presentazione del volume sarà preceduta dalla proiezione del video di Alessandro Petrini “Twofold nature. Abruzzo sublime and beautiful”.

Al termine, agli ospiti verrà offerto un rinfresco al quale parteciperanno aziende storiche abruzzesi legate a Gabriele d’Annunzio, come il dolce Parrozzo D’Amico e il liquore Corfinio Barattucci.

Scrive Enrico Di Carlo nella introduzione:

L’Abruzzo occupa un gran posto nell’opera dannunziana; senonché proprio questa parola riassuntiva, l’Abruzzo, rischia di essere assai inadeguata perché, ove appena si ricordino i momenti più significativi della lunga parabola letteraria del d’Annunzio, ci si avvede che non già uno solo, ma tanti Abruzzi vivono nelle sue opere.

Il rapporto tra il poeta e la sua regione è stato più volte oggetto di studi; e, soprattutto, in epoche a noi più vicine, una attenta bibliografia testimonia quanti e quali stimoli l’argomento continui a suscitare.

Certamente, queste pagine non intendono fornire un ulteriore contributo critico alla comprensione del d’Annunzio abruzzese, né ripercorrerne la parabola umana e artistica.

Nascono, semmai, dal desiderio di restituire alla regione quel che già le appartiene: la lettura, questa volta iconografica, di luoghi che, più di altri, furono fonte ispiratrice per lo scrittore pescarese.

Non è più l’Abruzzo “trasfigurato”, “or è molt’anni” – per dirla con d’Annunzio –, quello che appare nelle immagini di Gino Di Paolo; ma è certamente quello che a pieno ne raccoglie l’eredità che nel Poeta trova paradossalmente la testimonianza più pregnante.

Già, il paradosso di chi ha lasciato ancor giovane la propria Terra, nei confronti della quale ha vissuto un rapporto oscillante «tra i due estremi dell’amore e del rifiuto», dopo essere stato eletto deputato nel 1897. Ma, pur tuttavia, si tratta di un rapporto che formerà un’unità inscindibile per l’uomo e per il letterato.

Rileggere i romanzi o le liriche, o le epistole più intime inviate alle amanti, o quelle nostalgiche agli amici conterranei, consente di ripercorrere gli “itinerari dell’anima” di Gabriele d’Annunzio: itinerari che si rincorrono silenti, incastonati tra la montagna e il mare, alla ricerca di lacerti di storia. Per comporre questo ideale percorso abbiamo scelto solo alcune località: quelle che più di altre ci sono sembrate intimamente legate al grande viaggiatore. E ciascuna di esse è accompagnata da frammenti di descrizioni dello stesso Autore, alle quali fanno da contrappunto brevi cenni storici; solo frammenti, consapevoli del fatto che giammai essi saranno sufficienti a restituire integralmente il rapporto che legò affettivamente quegli ambienti allo scrittore pescarese.

Ultima modifica il Domenica, 08 Maggio 2016 19:13