Pescara, 13 luglio – Nel primo trimestre del 2016, rispetto allo stesso periodo dello scorso
anno, in Abruzzo sono andati persi 12.517 posti di lavoro. Il totale degli occupati passa dalle
493.622 unità dei primi tre mesi dello scorso anno, alle 481.105 unità dei primi tre mesi di
quest'anno, con un tasso di occupazione pari al 55,18%. Dal 2012 al 2015 gli occupati in Abruzzo
sono passati da 500.309 (tasso di occupazione 56,66%) a 478.671 (54,50%): bruciati 21.638 posti di
lavoro. E' quanto emerge da un'analisi di Confartigianato Abruzzo, che ha elaborato gli ultimi dati
Istat.
Il tasso di disoccupazione è a quota 12,7% e i disoccupati sono pari a 70.004 unità, dato
leggermente migliore rispetto al primo trimestre dello scorso anno (71.794), ma in peggioramento
se si considera l'intero 2015 (69.111, 12,62%). Dal 2012 al 2015 i disoccupati sono passati da
46.763 (8,57%) a 69.111 unità (12,62%): una crescita esponenziale pari a 22.348 unità.
"Restano allarmanti i dati abruzzesi, che comunque riflettono la situazione nazionale,
ancora estremamente difficile a causa di una crisi generale – commenta il segretario regionale di
Confartigianato, Daniele Giangiulli – I segnali di uscita dalla drammatica congiuntura economica
purtroppo continuano a non vedersi. Tutte le risorse e tutti gli strumenti a disposizione vanno
ottimizzati per abbattere il cuneo fiscale e il costo del lavoro".
"Anche alla luce del Patto per lo Sviluppo firmato la Regione Abruzzo deve accelerare
processi di politiche attive del lavoro con la pubblicazione di bandi frutto della nuova
programmazione comunitaria 2014-2020”, conclude Giangiulli.



