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Lunedì, 24 Aprile 2017 17:20

Teramo/dimissioni sindaco. Cardelli dice no a commissariamento di un anno

e propone governo unico che si dimetta entro il 18 febbraio 2017

 

 

La proposta di Paola Cardelli al Sindaco ed al Consiglio comunale : “dare vita ad un Governo di unità civica che affranchi tutti dai diktat di partito e vanifichi le ambizioni e le aspirazioni di ognuno. Una Giunta formata da un Vicesindaco liberamente scelto dal Sindaco e tre Assessori selezionati in base ad un profilo rigorosamente professionale la cui nomina sia preventivamente approvata dal Consiglio.”

 

Spiega “Un Consiglio (con le relative Commissioni) che assuma un ruolo centrale ed incondizionato, dove tutti i Consiglieri potranno e dovranno acquisire completa cognizione di quanto si andrà a deliberare, entrare obbligatoriamente nel merito di ogni questione  ed assumersi personalmente la responsabilità dei propri atti, al contrario di quanto sinora è accaduto. Un Consiglio che si impegni innanzi a tutta la cittadinanza a dimettersi entro il 24 febbraio 2018, in modo che possa essere rinnovato con le prossime elezioni amministrative.”

 

 

Commenta: “Non è importante stabilire se le dimissioni del Sindaco costituiscano un atto dovuto, scontato o tattico, bensì essere consapevoli che esse debbano rappresentare un definitivo momento di cesura con tutto ciò che le ha precedute dalle elezioni ad oggi.” E ancora dice “Un ennesimo rimpasto di Giunta, tenacemente ancora adesso viene prospettato, oltre a non essere eticamente ammissibile, non sortirebbe alcun effetto duraturo e costruttivo, poiché è già dimostrato come sia impossibile soddisfare la pletora di avide pretese e contrastanti bramosie di troppi tra i personaggi in gioco e come queste guerre di posizione, abbiano reso secondario se non inesistente il perseguimento dell’interesse pubblico.”

 

“Ma il commissariamento per un anno non è auspicabile.” Per Cardelli “Il peggiorato quadro sismico, gli ingenti danni provocati dai terremoti già avvenuti, imporranno da qui ad un anno una serie di scelte che incideranno in modo permanente e profondo sull’assetto della nostra  Città e sulla sua decimata popolazione. Scelte assolutamente discrezionali che non possono essere demandate a chi debba risponderne solo tecnicamente e non politicamente e dunque esclusivamente in termini di legittimità e non di opportunità.”