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Mercoledì, 10 Maggio 2017 18:20

Jobs act autonomi. Più garanzie ma aumenta aliquota contributiva 0,51

E' passata in Senato oggi il DDl sulle Partite Iva di lavoratori autonomi, circa 2milioni e mezzo. Ecco le novità.

 

 

Contiene misure per favorire la partecipazione degli autonomi agli appalti pubblici e la costituzione, nei centri per l’impiego, di uno sportello per il lavoro autonomo.

 

Nella prima parte, Jobs Act per le Partite Iva, 2,5 milioni di italiani circa, stabilisce le garanzie dei lavoratori dipendenti. Si istituisce la Dis-Coll, o indennità di disoccupazione, per i collaboratori coordinati e continuativi, con un incremento dell’aliquota contributiva pari allo 0,51%.

 

L’estensione delle regole sui pagamenti tra imprese e Pubblica amministrazione a quelli tra lavoratori autonomi e imprese, Pa o tra autonomi stessi è una novità: non si potrà superare il limite di 60 giorni per saldare una fattura a un autonomo, a meno di far scattare interessi di mora e sanzioni.

 

I punti della legge:

  • i professionisti – organizzati in ordini e collegi – potranno svolgere alcuni atti pubblici (certificazioni , autentiche, …) alle professioni organizzate in ordini e collegi;
    – le previdenziali private potranno attivare prestazioni sociali, dietro versamento di contributi, per il supporto in caso di perdita del lavoro o malattia;
    l’aliquota contributiva verrà alzata per migliorare le prestazioni su maternità e malattia agli iscritti alla gestione separata INPS;
    – ci sarà il riassetto delle norme di sicurezza e tutela della salute dei lavoratori per gli studi professionali;
    – deducibilità di spese alberghiere e di aggiornamento professionale (le spese deducibili raddoppiano a 10mila euro), congedo parentale, indennità di malattia.

 

Garanzie per gravidanza, malattia e infortunio, non comporteranno l’estinzione automatica del rapporto di lavoro: la lavoratrice potrà chiedere di tenerlo in sospeso per al massimo 150 giorni ma il committente potrà continuare a far valere un diritto del “venir meno dell’interesse”.

In caso di maternità: il congedo parentale sale da tre a sei mesi, da utilizzare entro il terzo anno d’età del figlio; si potrà ricevere l’indennità di maternità pur continuando a lavorare; durante il congedo, la lavoratrice potrà chiedere la sostituzione con una professionista di fiducia; sospeso il versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi in caso di malattia o infortunio che duri più di sessanta giorni.

 

Lavoro dipendente a partita IVa da oggi si chiama smart working

Appare come un lavoro dipendente con garanzie di disoccupazione, mallattia ma in realtà si tratta di autonomo a partita Iva.

 

Lo chiamano intelligente e agile, il Jobs Act Autonomi, smart working, ed è contenuto nella seconda parte del della legge. Sarebbe il lavoro dipendente a partita iva, anche per il settore pubblico. Per quelli che non hanno una vera e propria postazione in azienda, possono lavorare dove vogliono, orari flessibili, quindi sono agili. Serve un contratto scritto tra le parti, a tempo determinato o indeterminato, il “diritto alla disconnessione”: il tempo di riposo del lavoratore, il testo prevede che siano garantite le tutele contro infortuni e malattia.

 

“Oggi il percorso di riforma del lavoro definito nel Jobs Act si completa con un provvedimento innovativo e di grande importanza, che punta a sostenere e valorizzare il lavoro autonomo non imprenditoriale, attraverso un sistema di tutele specifiche, e a migliorare la qualità della vita dei lavoratori dipendenti, favorendo la conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro”. Afferma il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, sul lavoro agile.

 

"E’ un testo molto importante per una categoria di lavoratori sempre più ampia - spiega il deputato Marco Di Maio, componente della Commissione Finanze della Camera, che ha seguito da vicino l’iter del provvedimento - e che fino ad oggi era tenuta ai margini della legislazione.