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Manovra: confermati tagli alle regioni e province

Abruzzo L'Aquila: raddoppio fondi, 90 mln, recupero su aumento sigarette low cost - ma gli aquilani soffrono e non sanno come andare avanti. E in tanti si chiedono: "ma dove sono tutti sti soldi?"

Tagli per 4 miliardi nel 2011 e 4,5 a partire dal 2012, alle Regioni ma sarà la Conferenza Stato-Regioni a poter decidere, entro tre mesi dall'entrata in vigore del decreto legge sulla manovra, con quali criteri essi saranno attuati.

 

 La commissione Bilancio ha approvato l'emendamento del relatore che prevede che fra i principi guida che dovranno essere tenuti in considerazione per valutare come mettere in pratica la sforbiciata alle risorse vi sia tra l'altro il "rispetto del patto di stabilità interno". La misura prevede un taglio delle risorse destinate anche alle Province e ai Comuni.

Novità, invece per i disabili. "Cancelliamo la norma sulle invalidità, si tornerà al 74%" ha annunciato Azzollini. Il decreto legge sulla manovra economica verrà discusso in Aula al Senato giovedì 8 luglio e venerdì 9 e il voto finale è previsto per mercoledì 14 luglio. Lo ha detto il capogruppo dell'Idv a Palazzo Madama Felice Belisario al termine della Conferenza della capigruppo - Manovra colpisce pensioni d'invalidità e accompagnamento

Abruzzo, L'Aquila. Prorogata al 20 dicembre la sospensione del pagamento delle imposte per le imprese abruzzesi. Sarà pagata con un rincaro delle accise sulle sigarette "low cost". Arriva anche il ripristino della zona franca urbana dell'Aquila con il raddoppio dei fondi da 45 a 90 milioni. Gli aquilani continuano a soffrire e non sanno come frnteggiare le spese accumulate, gli interessi e pagare i mutui. Gli abitanti del capoluogo abruzzese si chiedono: " ma dove sono tutti questi soldi di cui si è parlato?" Intanto all'Aquila molte persone, traumatizzate dal tragico avvenimento dell'anno scorso, stanno somatizzando ora e si ammalano. Alcuni di loro si sentono soli e abbandonati psicologicamente e in questo momento, forse, non riescono a vedere un futuro più tranquillo e questo li fa star male.

Ok a una norma che salva i precari della Sicilia e più in generale delle regioni a Statuto Speciale dal tetto posto dalla manovra ai contratti a tempo determinato. Il limite (pari alla riduzione del 50% delle spese rispetto al 2009 per questo tipo di contratti) potrà "essere superato" seppure "limitatamente in ragione della proroga dei rapporti di lavoro a tempo determinato stipulato dalla regioni a statuto speciale".

Il presidente della Regione Lazio Renata Polverini sostiene: "A questo punto, al di là della conferenza unificata di giovedì, è quanto mai necessario un incontro politico tra i presidenti delle Regioni e il presidente Berlusconi".

Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti menziona la regione Toscana che chiude 7 sedi all'estero e suggerisce alle regioni di unificare in un solo ufficio la propria rappresentanza a Bruxelles.  Resterebbe ancora fuori 'La sede di Bruxelles della Regione Toscana'". "Perché - prosegue il ministro -, avendo come unica interfaccia l'Unione Europea, le Regioni italiane non si unificano a Bruxelles, concentrandosi tutte in un solo ufficio a sua volta unico?"

Dal fronte delle regioni una nota congiunta di Sergio Chiamparino (Anci), Vasco Errani (Conferenza delle Regioni), Giuseppe Castiglione (Upi) e Enrico Borghi (Uncem), a seguito della notizia che il Governo non intenderebbe svolgere l'incontro richiesto unitariamente la scorsa settimana, comunica: "Non potremmo che considerare gravissimo e inaccettabile il diniego circa la richiesta del sistema delle autonomie territoriali di avere un incontro con il Presidente del Consiglio e con i Ministri interessati dalla manovra". E continua la nota: "Di fronte a un eventuale rifiuto del governo ad organizzare un incontro "verrebbe meno il principio di leale collaborazione che è la base delle corrette relazioni istituzionali su cui si fonda la nostra Costituzione. E' quindi necessario convocare in tempi rapidissimi - sollecitano - una riunione di tutti i livelli istituzionali della Repubblica".

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