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Storia di una Banda musicale-I Diavoli Rossi di Pianella

Area Vestina/Pianella

A Pianella, per la rassegna Autunno culturale, Piovono libri, nella sede della Proloco, via Borgo Carmine 2, il 27 ottobre alle ore 17, 00, Alessandro Morelli presenta il libro del prof. Vittorio Morelli, "La Banda musicale di Pianella"

 

L’ipotesi di lavoro che ha guidato la ricerca è stata dal come passare da tradizione e da abitudini mentali modellate sul ‘’racconto’’ della Banda del paese (alcuni termini e locuzioni ricorrenti: mecenate, paesello degli Abruzzi, famoso maestro, folla commossa e applaudente ecc.ecc.) magari organizzato secondo una sintetica successione cronologica dei fatti, a modalità di lavoro inteso come ricerca e comparazione ed esercitata mediante una serie organizzata di operazioni graduate in grado di cogliere le pluralità delle concause interagentie concorrenti alla formazione del contesto storico - sociale nel quale la Banda Musicale è nata, prodotta e si è mossa.

La tendenza ''ottocentesca'' tesa alla mitizzazione del singolo artista-eroe non ha incentivato lo studio del fenomeno, complesso ed articolato, della musica in Abruzzo. Considerando quale letteratura storica esiste sul tema e presa conoscenza dei vuoti lasciati e non indagati a sufficienza, utilizzando documenti inediti con una ricerca d'archivio durata sei anni, si è cercato di ricollegare alcune tessere mancanti degli ultimi 140 anni di storia pianellese.

MOLTI SCRITTORI E GIORNALISTI HANNO DEDICATO UNA FRASE, UN CENNO,UN ANEDDOTO ALLE BANDE MUSICALI CONTRIBUENDO A FISSARE NELLA MEMORIA COLLETTIVA UN RiCORDO VIVO DI QUEI TEMPI.

Il poeta scrittore Vincenzo Cardarelli, vincitore del premio BAGUTTA con la raccolta diprose e versi :Il sole a picco del 1929, parla nel capitolo, “Fine di una banda”: “ La severità, la freddezza, la cattiva disposizione del pubblico nei nostri riguardi, avrebberoscoraggiato la banda di Pianella. Perfino “ il Miserere” del Trovatore, cavallo di battagliadella nostra cornetta, non otteneva che scarsissimi applausi.”; della banda di Pianella, negli anni '20, probabilmente aveva sentito parlare a Roma, frequentando il “Caffè Aragno”, dove si intratteneva, durante la stagione romana, prima Gesualdo de Felici e poi il figlio Luigi con
la consorte Erminia Sabucchi.

Il giornalista e critico Ettore Janni di origini atessane ( Vasto 1875 – Milano 1956), scriveva: '' L'Abruzzo difende con amore la sua fedeltà al passato e l'arte della musica e dei colori nei fuochi artificiali si contendono il primato nella semplicità di questo popolo che ha tre millenni di civiltà. Nella rivalità fra le bande di Lanciano, di Chieti e di altre si ritrova lavera forza sostenitrice tramandata dai Diavoli Rossi di Pianella.''AFFERMAVA IL FAMOSO MAESTRO VESSELLA CHE HA dato l'impulso eRIFORMATO L'ORGANICO DELLA BANDA nel 1901 e 1911 ,“Oggi il carattere di popolarità della banda va inteso in quanto è il mezzo diretto e immediato per l’educazione musicale del popolo, col quale viene a trovarsi naturalmente in assoluto contatto nelle piazze; popolarizza cioè la musica, la bella musica, quella che prima era privilegio esclusivo di pochi, ma come ente artistico la banda va considerata alla stessa stregua e capace di raggiungere le stesse vette dei complessi orchestrali. In Abruzzo ad ogni Santo la sua festa, unica per ragioni storiche, linguistiche e culturali, che ha in comune con le altre il clima di gioia tra luminarie, bande musicali e fuochi d’artificio in cui eccelleva Pasquale Baiocchi di Città S. Angelo.

Riscopriamo oggi attraverso una ricerca d'archivio che la BANDA MUNICIPALE DI PIANELLA HA 140 anni DI STORIA, fondata come istituzione il 28.10.1872.
UN EVENTO CHE CREA NUOVO INTERESSE VERSO QUESTA FORMA DI ESPRESSIONE MUSICALE che va tutelata ed incentivata anche come mezzo di diffusione della cultura e della pratica musicale. PRECEDENTEMENTE NEL 1862 ERA PRESENTE A PIANELLA UNA SCUOLA MUSICALE ANNESSA AD UNA SOCIETA' MUSICALE TRA VARI soci-contribuenti AMMINISTRATA DAL DOTTOR SAMUELE PUCA CHE VA CONSIDERATO COME IL VERO FONDATORE DELLA BANDA A PIANELLA SOSTENUTO DA TUTTA LA COMUNITA' E DAI MECENATI CHE SI SONO PRODIGATI . Le prime formazioni musicali cominciarono a sorgere tra la metà del Settecento e i primi dell’Ottocento: le cosiddette paranzuole o paranzelle, un esiguo numero di musicanti girovaghi che suonavano strumenti a corda, a percussione, tamburi, e flauti di canna o legno di bosso IN OCCASIONI RELIGIOSE O FESTE CIVILI.

La prima paranzella di cui si hanno notizie è quella di Gessopalena del 1755.
Per parlare di complessi bandistici veri e propri bisognerà arrivare alla seconda metà
dell’800, quando si trovò nella nostra regione un ambiente fertile sia per un rinnovato
sentimento culturale sia per condizioni socio-economiche in via di trasformazione. Tali
corpi musicali allora eseguivano polche, galoppi, gavotte, minuetti, Mazurche, canti
popolari,marce sinfoniche ed accenni alla tradizione napoletana come anche il maestro
Marchetti sperimentò.

Il primo ad introdurre nel 1848 i Passi Doppi originali fu Crisante del Cioppo, maestro
della banda di Bomba, il primo maestro che fece suonare l’Inno di Garibaldi (1858) in
Abruzzo; il suo ‘’allievo’’ il maestro Marchetti CHE SUONò NELLA BANDA DEI
DIAVOLI NERI DI GESSOPALENA, riuscì ad estendere il Passo Doppio su larga scala e
contribuì anche al successo della banda musicale di Pianella.
I bandisti erano laboriosi e tenaci artigiani, calzolai, barbieri, falegnami, sarti, pirotecnici
ecc. ecc., che, animati da una grande passione per la musica e dotati di capacità tecniche, si
trovavano, dopo il lavoro quotidiano ad apprendere ed esercitarsi nel ‘’nuovo mestiere’’ di
musicante nella scuola-laboratorio dove il maestro aveva il compito di raggiungere il
risultato di donare al popolo la gioia della bella musica.

Si trattava di una "Banda da giro", tipica del sud Italia ed in particolar modo di Puglia,
Campania e Abruzzo. Si tratta di grandi formazioni che, accanto ad un ampio repertorio di
marce sinfoniche e musiche religiose, eseguivano sui tipici palchi chiamati "casse
armoniche" trascrizioni di intere sinfonie classiche e poemi sinfonici. Eseguivano anche
ampie trascrizioni di opere liriche (ad es. di Verdi, Puccini, Bellini), dove i cantanti vengono
ancor’oggi sostituiti dai solisti con i flicorni: il flicornino ha il ruolo del soprano; il flicorno
soprano sostituiva il secondo soprano o il mezzosoprano o il contralto; il flicorno tenore
(quasi sempre sostituito dal trombone tenore a cilindri, detto "da canto" , un esempio fu il
maestro Di Fonzo) sostituiva il tenore; al flicorno baritono, che sostituiva il baritono o il
basso.
Il mecenatismo di Gesualdo de Felici cominciò ad essere visibile dal 1873 quando nel mese
di gennaio , il giorno 19 acquistò da Cesare Ruggiero di Napoli n. 34 strumenti musicali al
prezzo di lire 2861,00.

A Loreto Aprutino erano mecenati della banda Nino barone Casamarte e don Antonio
Chiola con sostenitore lo scrittore e giornalista Gaetano Panbianco; a Penne il mecenate era
il marchese Castiglione.
Il sassofono nell’organico delle bande italiane fa la sua apparizione ufficiale con il “Primo
congresso musicale italiano“ dell’Italia post-unitaria, svoltosi il 15 settembre 1864 a Napoli
e la Banda Musicale di Pianella fu tra le prime ad inserirlo nella massa strumentale in
Abruzzo.
Dopo il Marchetti sul finire dell’800 arrivarono a Pianella altri famosi maestri, tra i quali
Riccardo Costantini (nato a Chieti nel 1861) negli anni 1897-1902 e successivamente
diresse la banda di Teramo (1904), Salvatore Chibbaro nominato il 30 ottobre 1903, già
direttore della banda di Sambuca di Sicilia, Giuseppe de Sanctis, già direttore della banda di
Conversano, nel 1905-1907, Francesco Minafra , Gioacchino Baldini nel 1910 con il quale
si realizzò l'ultima tourneè fuori dai confini nazionali a Berlino nel 1910, diresse anche la
Banda di Manfredonia, Augusto Giuliani nel periodo 1911-1914, ed infine il maestro
Andrea di Fonzo di Pianella che insieme al mecenate Giacomo SABUCCHI, nel 1920
rifondò la Banda.
Ci fu un interessante interscambio culturale tra l'Abruzzo e la Puglia molti musicanti e
maestri hanno vissuto questa esperienza.
Numerosi i successi riportati in Italia(Firenze,Roma,Napoli,Milano ecc.ecc.) e all'estero in
Germania e Inghilterra.

Il periodo bellico disperse parte delle risorse umane ed artistiche, alcuni tentativi di
ricostituzione negli anni '40 della BANDA, fino ad arrivare ai giorni nostri nel 1980 e nel
2000 dove la banda si è ricostituita sotto forma di Associazione Musicale di S. Cecilia E
DIRETTA DAL MAESTRO DI MARTILE.

LA BANDA DI PIANELLA COME FONTE DI MEMORIA STORICA locale ,
la valorizzazione del ''locale'' è ancora più necessaria in un processo di globalizzazione che
rischia di annullare i caratteri fondanti delle singole comunità.
LA BANDA E' VEICOLO DI CULTURA musicale DI UNA COMUNITA', DI UNA
MUSICA D'ARTE E NON DI UNA MUSICA CHE NELLA SOCIETA' DI MASSA CON I
MODERNI MEZZI DI COMUNICAZIONE TENDE A PILOTARE I SENTIMENTI E I
COMPORTAMENTI DELL'INDIVIDUO.
AL DIRETTORE DI BANDA , AI MUSICISTI, AGLI STORICI,AI MUSICOLOGI, ALLA
COMUNITA' PIANELLESE TUTTA IL COMPITO DI RESTITUIRE AL PASSATO LA
GIUSTA IMPORTANZA SPESSO DIMENTICATA


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