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SONNO E DECLINO, INCONTRO NEUROFARBA A CITTA' SANT'ANGELO

Benessere

l 26 e 27 febbraio prossimi si terrà a Città s. Angelo( PE), nella sala conferenze dell’Hotel Villa Michelangelo, il convegno nazionale “ SONNO E DECLINO COGNITIVO:UNO STRETTO RAPPORTO BIDIREZIONALE” la cui segretria scientifica è formata dalla dottoressa Biancamaria Guarnieri, neurologa,responsabile del Centro di medicina del sonno della Casa di cura Villa Serena , e dal professor Sandro Sorbi, direttore della Clinica Neurologica del dipartimento NEUROFARBA dell’Università di Firenze. Il convegno si svolgerà il 26 dalle ore 14 alle ore 21 e il 27 dalle 9 alle 18e30

 

 

Il convegno vede riunite AIMS (Associazione Italiana Medicina Sonno) e SINdem (Associazione autonoma aderente alla Società Italiana di Neurologia per le demenze) ,due autorevoli società scientifiche che si occupano rispettivamente dei disturbi del sonno e delle demenze.

Durante i lavori verranno presentate le più recenti conoscenze scientifiche in materia e le loro implicazioni anche a livello socio-ambientale .

Verrà rivolta particolare attenzione anche alle soluzioni abitative per la terza età e la demenza , con occhio particolare al vivere e all’abitare durante il sonno, attraverso la presentazione di un recente libro della Casa editrice Aracne “ UP3_social housing per la terza età”, curato dalla facoltà di Architettura di Palermo e Agrigento.

Un ritmo sonno- veglia ben organizzato e funzionante è fondamentale per l’apprendimento e per la memoria

Recenti studi, sull’animale e sull’uomo, evidenziano come alcuni problemi del sonno siano un segno precoce della malattia di Alzheimer e di altri tipi di demenza , influenzandone l’evoluzione: la regolazione neurale del ritmo sonno- veglia è quindi coinvolta nei meccanismi cellulari e molecolari implicati nel declino cognitivo.

I disturbi del sonno e del ritmo sonno-veglia ( insonnia, apnee , parasonnie, sindrome delle gambe senza riposo , eccessiva sonnolenza diurna, disturbi del ritmo circadiano del sonno ) mostrano prevalenza molto alta ( superiore al 50%) nelle varie forme di demenza e quindi, anche nella pratica clinica, devono essere ricercati e trattati adeguatamente.

I diversi disturbi del sonno, inoltre, sono tra i maggiori responsabili dell’ospedalizzazione dei pazienti con demenza e della progressione stessa della malattia.

Sempre più importante, quindi, è la stretta collaborazione tra esperti del sonno e medici e ricercatori che si occupano specificamente del declino cognitivo sia per meglio comprendere le relazioni tra ritmo sonno veglia e funzioni cognitive che per fornire anche ai medici non specialisti raccomandazioni sulla diagnosi e il trattamento.

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