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Zelig-Rocco Barbaro, nei panni del batterista che mollò i Beatles

Intervista in esclusiva. Il comico Rocco Barbaro debutterà allo Zelig di Milano, il 14 maggio con un monologo di Tito Buffolini, che racconta la storia del primo batterista dei Beatles, andato via un mese prima del grande successo planetario della band; si ride riflettendo sulla frustrazione di quest'uomo, il titolo dello spettacolo è “Che fine hai fatto Pete Best”? E si preannuncia un grande successo! Il Giornale di Montesilvano lo ha intervistato in esclusiva.

 

"Che fine hai fatto Pete Best?" è una riflessione sulla sfiga. La sorte a volte si prende gioco di chi è già perdente. Pete Best, il primo batterista dei Beatles, il più bravo si dice, è il protagonista di questo divertente monologo portato in scena da Barbaro.

 

"Sarei molto contento di poter tornare in Abruzzo con questo spettacolo"-

 

Barbaro parla spesso nei suoi monologhi di coraggio, di lavoro, di sfiga, di Libertà. La sua comicità piace per questa sua capacità di mettere a nudo l'aspetto più crudo dell'essere umano, debolezze, paure, indifferenza. Il “disoccupato cronico”, che fonda un nuovo stile di vita, il “Me ne fotto”, il “filosofo maschilista” di Cuork, il filosofo “faccio quello che voglio”di Zelig, sono alcuni dei personaggi micidiali di Barbaro, sorprendenti e spiazzanti. “L'anno scorso al mare un mio amico mi ha detto, Rocco ti va di fare due tiri di canna? Ho preso un cefalo”. Il suo stile osa e sfida le vette del più audace sarcasmo:"A Reggio Calabria avevo provato a cercare lavoro, - recita in uno dei suoi monologhi - avevo fatto concorsi un pò dappertutto, avevo fatto concorsi statali, poste, intendenza di finanza, giustizia...mi era andata male nei concorsi pubblici, così avevo provato anche nel privato, in una delle più grosse aziende della Calabria, non so se la conoscete, la N'drangheta, un'azienda seria che non sbaglia mai un colpo".

Scevro da manie di protagonismo spinto, confessa, “Io sono un cane sciolto”, i suoi testi, tra il serio e il faceto lo provano. Barbaro, suona molto bene la chitarra, grande artista, con il suo modo di essere, un pò lupo e un pò agnello, riesce a coinvolgere il pubblico, trascinandolo in un viaggio nell'iperbole della realtà. Realmente saggio e un po' filosofo, ferroviere “di stirpe”, ebbe il coraggio di inseguire un sogno, diventare attore e ci riuscì. Rocco Barbaro ha concesso un'intervista in esclusiva per il Giornale di Montesilvano. Ne abbiamo approfittato per conoscerlo meglio.

Come hai preso coscienza delle tue qualità di comico?

Attraverso la tendenza ad esorcizzare alcune condizioni psicologiche, affettive ho scoperto che facevo divertire le persone. Il mio maestro di recitazione mi diceva “L'attore più soffre e più diventa bravo ad interpretare”. Io soffro e interpreto.

Come eri da bambino?

Tranquillo. Facevo le imitazioni, sin da piccolino, dei familiari. Io vengo da una famiglia di ferrovieri.

Allora non è solo un copione quello che dici in teatro?

No, no, è vero. Anche io facevo il ferroviere.

Cosa fa arrabbiare Rocco Barbaro? Davanti a cosa non puoi dire “Me ne fotto”.

La tendenza all'accumulo e all'apparire, invece di cercare di essere. Mi fa arrabbiare la cattiveria umana, che più o meno tutti abbiamo dentro. Ma sai, c'è la sana cattiveria che è comprensibile.

Quale sarebbe quella sana?

Quella che smaschera l'ipocrisia. Io non sono per il buonismo, sono cinico e cattivo ( sana cattiveria però).

Gli artisti e i personaggi che ti hanno influenzato e da cui prendi ispirazione.

Totò, Aldo Fabrizi e tutti gli attori di quel periodo. E poi c'è Giorgio Gaber, mi piace veramente tanto, lo definirei grandioso.

Quando uno parla io non lo ascolto mai penso ad altro” lo hai detto al Pippo Chennedyshow. A te dà fastidio quando qualcuno lo fa con te, tu, realmente, lo fai mai?

Può capitare. Io tendo ad ascoltare. Se non mi annoio. Bisogna sapere parlare, non dire sempre le stesse cose che l'altro sa già. Di solito però sono diplomatico. Altrimenti dico: “Te l'ho chiesto?”

Rocco Barbaro con Simona Dandini, disoccupato cronico, al PIppo Chennedy show.

Preferisci fare cinema, tv o teatro?

Il teatro mi piace perché hai l'immediata risposta dal pubblico. Se c'è un bel progetto cinematografico non è certo di secondo piano. Sono felice se c'è un bel gruppo di lavoro, dove tu fai la tua parte e alla fine esce fuori un bel film. Certo al cinema devi aspettare più tempo per la risposta del pubblico. Lo stesso vale per un bel progetto in tv.

Come, PippoChennedy, Cuork?

Sì, belli. Quando una cosa è bella non si fa più. Mah! Chissà perché?

Ti piacerebbe interpretare un ruolo drammatico?

Sì, certo, mi piacerebbe. Grandi comici hanno interpretato ruoli drammatici come Charlie Chaplin, ad esempio, e hanno saputo commuovere. Il comico è “l'attore”, poi ci sono quelli delle fiction, telenovele etc..Il comico bravo, ti deve far piangere di gioia come Lillo e Greg. Io ho pianto dal ridere a un loro spettacolo.

Tu fai il lavoro che desideravi?

Sì. Per me il lavoro che fai deve coincidere con il divertimento. Ti deve piacere e dare soddisfazione.

Cosa consiglieresti a chi oggi volesse intraprendere la tua stessa professione?

Cambia lavoro! No, Scherzo. Consiglio: studio, intesa anche come ricerca della comicità attraverso le espressioni dei personaggi illustri della comicità. Cercare di capire che questa professione non è solo animazione sul palco. E' molto di più. Soprattutto è necessario acquisire professionalità.

Un difetto del Sud.

Il Sud ha un difetto, se così lo posso chiamare, che superato quello, diventerà perfetto: un complesso d'inferiorità che si porta dietro per ragioni storiche. Sento spesso dire, “nel sud c'è il mare meraviglioso, ragazze più belle d'Italia” e poi quel senso di vittimismo come se il sud dovesse sentirsi in difetto per quello che è. E non è così. Deve superarlo.

Un difetto del Nord

Il Nord...sono troppo precisi. Ormai la precisione non esiste più come prima. Nei pagamenti, ad esempio, tutti pagano in ritardo. Dov'è la precisione?

E tu sei preciso?

Io sono preciso perché sono cresciuto con i miei nonni, mi hanno insegnato ad essere puntuale, mai fare ritardo. Quando non c'è precisione sto male. La mancanza di puntualità mi dà fastidio, uno ti dice ci vediamo alle tre poi viene alle 6...Il tempo è prezioso non è giusto che venga rubato. A Milano corrono, corrono sempre forse per il modo di vivere...

Un punto in comune tra Nord e Sud?

La mania per il calcio.

Tu sei Calabrese e ti sei trasferito, per il tuo lavoro, a Milano. Come ti trovi?

Bene. Sono ormai 26 anni che vivo qui, mi sono trovato sempre bene. L'unica cosa è la cucina diversa...

Ti hanno mai proposto di candidarti in politica?

No. Semmai accadesse non mi sentirei di in grado e risponderei di no. Non mi piace. Voglio continuare a far ridere come comico e non come politico.

Letture preferite?
Io leggo poco. E' male perché la lettura arricchisce. Vorrei annoverare, però, un libro che mi ha colpito molto di Emanuela Da Ros, dal titolo “Se”. Molto bello. La storia di una ragazza di 17 anni che rimane incinta e non sa se tenere questo bambino. Lo consiglio.

 

Una frase di un film?

In C'era una volta in America, Robert De Niro va a trovare l'amico di gioventù e gli chiede, come stai? Lui risponde, “ Rientro presto la sera”.

 

I prossimi impegni imminenti?

Sto lavorando ad un testo molto interessante di Tito Buffolini, un monologo che parla del primo batterista dei Beatles, che andato via un mese prima del grande successo di questo gruppo, quindi si trova con la frustrazione di fare l'impiegato di 5° livello a Liverpool mentre i Beatles girano il mondo e tutti ne parlano. Il titolo è “Che fine hai fatto Pete Best?”

Prossima tappa?

Allo Zelig il 14 maggio.

Un commento su Venditti e le parole un pò forti sulla Calabria a cui tu hai risposto?

Poteva evitare. Io di solito non accetto provocazioni. Ma credo che era un momento di rabbia. Si è già pentito secondo me. Venditti non mi sembra il tipo che dica cose così di solito.

Grazie

Per informazioni su come ingaggiare lo spettacolo di Rocco Barbaro contatta questa redazione. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

oppure lo trovi su facebook http://www.facebook.com/profile.php?id=1060732912&ref=ts

sito

http://www.roccobarbaro.com/

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