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SALUTE. PARTIRE DAL TRAINING AUTOGENO PER ARRIVARE AL SÉ PROFONDO

New age/salute

SE NE PARLA SABATO A ROMA A CONVEGNO IDO SU PSICOTERAPIA BIONOMICA

 

 

 

Roma, 8 settembre - Utilizzare il training autogeno non più come tecnica di rilassamento ma come metodica introspettiva che apre il soggetto alla ricerca del senso profondo dei suoi comportamenti esterni. È questa la premessa della psicoterapia bionomica, che sarà presentata sabato e domenica a Roma nell’ambito del convegno promosso dall’Istituto di Ortofonologia (IdO) dal titolo ‘Dal training autogeno analitico di Schultz alla psicoterapia bionomico-autogena di Schultz’. La due giorni si svolgerà in via Alessandria 128/b dalle 9 alle 18, e il relatore sarà Walter Orrù, psichiatra, psicoterapeuta e direttore dell’Icsat (Italian Committee for the Study of Autogenic Therapy and Autogenic Training), nonché direttore della Scuola di Cagliari di psicoterapia bionomico-autogena.

La psicoterapia bionomico autogena è un approccio analitico, immaginativo, corporeo, simbolico e ricco di evidenze empiriche. “È analitico- prosegue Orrù- poiché prevede un’impostazione analitica del training autogeno tanto inferiore che superiore, un’impostazione analitica dei colloqui e delle sedute e una natura simbolica, transferale e controtransferale della relazione terapeutica. Il lavoro di elaborazione analitica delle immagini corporee e psichiche viene attuato con l’intento di espandere la coscienza e individuare il piano di vita del paziente”.
È immaginativo, perché “utilizza tecniche autogene specifiche che consentono l’emergere alla coscienza di immagini spontanee provenienti dagli strati più profondi della personalità. In una prima fase si tratta di immagini prevalentemente corporee- spiega il direttore dell’Icsat- in una seconda fase si tratta invece di immagini prevalentemente psichiche innate ed acquisite, che possono essere integrate con il resto della personalità”. Corporeo perchè, attraverso un percorso che “passa inizialmente lungo l’analisi degli aspetti simbolico-immaginativi del sistema muscolare, vascolare, cardiaco, respiratorio, viscero-addominale e cefalico, il soggetto perviene successivamente a un percorso immaginativo-simbolico che analizza gli strati più psichici della personalità. È corporeo- ripete Orrù- perché il paziente apprende il proprio linguaggio corporeo (sensazioni ed emozioni). Questo spiega inoltre la particolare specificità della psicoterapia bionomico-autogena per la risoluzione dei disturbi somatici e psicosoma tici e le sue peculiarità nella psicoterapia dell’infanzia e dell’adolescenza”.

Lo studio dei simboli corporei e psichici costituisce quindi un elemento imprescindibile nell’analisi e nell’elaborazione delle immagini oniriche, autogene e bionomiche: “Le funzioni simboliche della psiche rispondono essenzialmente all’autonomia dell’inconscio più che all’intenzionalità del conscio, e in tal senso sono autogene. Esse seguono trame profonde e proprie dell’individuo, che giacciono nelle strutture più profonde dell’organismo e della psiche, e- conclude il direttore dell'Icsat- in tal senso sono bionomiche”.

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