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Atri/Archeologia: “Ottobre diVino. Hatria: il vino dall’antichità ai giorni nostri”

Turismo/Abruzzo

Il vino che conquista! Siamo nel mese più intenso dell’anno “nella stagione autunnale il paesaggio prende vita dal fermento che si sprigiona attorno alla vendemmia” come recita il celebre scrittore Gabriele D’Annunzio descrivendo i paesaggi d’Abruzzo.

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Dieci aggettivi per definire il vino proposto all'assaggio: naturale, vero, sincero, biologico, biodinamico, appassionato, autentico, semplice, ricco, per il decimo aspettiamo voi!!

 

Come la pietra, anche la terra racconta l’identità di un luogo dalle fertili colline bagnate dalla brezza del mare e protette dalla fredda catena del Gran Sasso d’Italia; un luogo ricercato ed esclusivo che vede protagonista per l’occasione la splendida città ducale di Atri.

Il 23 Ottobre dalle ore 17,30 presso il Museo Archeologico Civico Capitolare De Galitiis De Albentiis Tascini di Atri, avrà luogo la Kermesse Enologica dal titolo “Ottobre diVino. Hatria: il vino dall’antichità ai giorni nostri” frutto della sinergia tra la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo, dott. Glauco Angeletti, e l’Assessorato alla Cultura del Comune di Atri, Ass. Domenico Felicione, con la collaborazione delle Archeologhe aderenti al progetto regionale VALO.RE.Abruzzo “Talenti per l’Archeologia”.

Il fine è dare lustro alla forte tradizione vinicola del territorio caratterizzata da una peculiare biodiversità che premia la tipicità delle produzioni dalla spiccata vocazione artigiana ed elevata qualità, soprattutto in contesti di grande valore paesaggistico come quello dei noti calanchi di Atri modellati su argille plio-pleistoceniche, e del tanto decantato vino prodotto al tempo della Hatria picena dai celebri autori greci e latini come Polybio e Plinio, trovando altresì splendide menzioni in papiri provenienti dall’Egitto che ne reclamano il bisogno.

A ripercorrere la millenaria storia della vite sarà l’intervento del botanico prof. Aurelio Manzi scelto nel c.a. dalla redazione di D’Abruzzo quale destinatario del premio per l’ambiente grazie alla sua attività di promozione e conoscenza del patrimonio naturalistico e ambientale della Regione.

A lui si deve la recente scoperta della Vitis Vinifera Sylvestris, ossia la vite selvatica antenata della vite coltivata a rischio estinzione, citata nello Statuto Municipale della Città di Atri (XVI secolo) “uva rustica”. Al breve ma intenso excursus storico, segue la degustazione guidata dal sommelier professionista - ospite d’onore Andrea Caldora - in un “viaggio del gusto” tra le cantine di Ausonia, Centorame, Villa Medoro, Rasetti e Cirelli. Quest’ultima è l'unica cantina abruzzese e una delle poche - in Italia sono circa cinque - a fermentare il vino nelle anfore di terracotta da ottocento litri.

Rivolto ad enoappassionati, giovani e famiglie che hanno voglia di immergersi tra le pieghe di un glorioso passato, vi invitiamo a festeggiare il fresco traguardo raggiunto dall’Italia nella Vendemmia 2015, superando la Francia con una produzione di 48,9 milioni di ettolitri - stando ai dati ufficiali della Commissione Europea - ragione per il quale ad Expo il vino italiano ha mostrato a più di un milione e mezzo di visitatori la forza, la storia e il futuro di questo settore che lega indissolubilmente il prodotto finale alla propria terra d’origine per sinergia tra ambiente, pedoclima e tecniche segnate dalla forte tradizione.

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