Turismo/viaggi
- Emanuela Medoro
- Turismo e viaggi
- Visite: 815
Viaggi musicali, La Traviata al Teatro Petruzzelli di Bari
Turismo
Emanuela Medoro
Gita primaverile a Bari, nell’ultimo weekend di marzo, 2014. Un centinaio di persone in due autobus partono per Bari, organizzati dalla società “B. Barattelli”. Motivo del viaggio, La Traviata, in scena al teatro Petruzzelli, rinato, come era e dove era, diciotto anni dopo l’incendio che lo distrusse negli anni ’90. Regia, Ferzan Özpetek, direttore Daniele Rustioni, scene Dante Ferretti, per i personaggi: Francesca Dotto, Violetta Valery; Atalla Ayan, Alfredo Germont; Alessandro Longo, Giorgio Germont.
La ben nota vicenda di Violetta Valery è stata rappresentata dal regista Ferzan Özpetek in una dimensione sognante, fantastica, come sta nella mente di tanti; il sogno reso in scene misurate ed espressive. Niente grandiosità inutili e neppure eccessivi realismi. Un bel coro per la festa ed il brindisi del primo atto, cui si contrappone, nel secondo, una semplice ed espressiva atmosfera domestica, appena accennata da un cancello ed un giardino. Infine solo un letto bianco nel centro del palcoscenico, per la morte di Violetta.
Nel corso di una conferenza tenuta nell’Auditorium del Parco, il direttore artistico della società dei concerti Guido Barbieri ha spiegato l’evoluzione del testo narrativo dalla vicenda di Maria Duplessy, al dramma La Dame aux Camelias di Alexandre Dumas fils, fino a giungere alla Violetta Valery del libretto di F. M. Piave. Tre donne, simbolicamente rappresentate da tre fiori, le camelie, la margherita, la violetta. Quest’ultima divenuta immortale per opera dello straordinario genio drammatico di G. Verdi, che collega ed armonizza la musica, coinvolgente ed ipnotizzante, intorno al personaggio femminile, perno della vicenda cui girano intorno tutti gli altri. Ha creato un personaggio di difficilissima interpretazione. La protagonista de La Traviata è infatti una soprano di coloratura, nella parte del brindisi, quando gorgheggi acrobatici rallegrano la festa, diventa poi fortemente drammatica nello scontro con il vecchio Germont, per spegnersi infine in struggenti note liriche, nel momento della morte. Ebbene abbiamo avuto la fortuna di poter apprezzare tutto questo, dalla voce di Francesca Dotto. Mi hanno commossa veramente le vibrazioni sottili della sua voce nella scena finale, la voce sembrava assottigliarsi e spegnersi lentamente come si spegne il suono pianissimo della corda di un violino.
Il giorno dopo l’opera, visita della città di Bari vecchia; sulla via del ritorno sosta per vedere la cattedrale di Trani, imponente costruzione in pietra, sulla riva del mare.
Bellissima esperienza, aspettiamo di averne altre.



