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TRE VOTI DI FIDUCIA PER SUPERARE L'IMPASSE - Sì dell'Aula della Camera sulla seconda delle tre fiducie poste a Montecitorio dal governo sul ddl anticorruzione. La seconda fiducia, riferita all'articolo 13 che definisce i reati di corruzione tra privati e di traffico di influenze è passata con 431 sì, 71 no e 38 astenuti. La votazione è stata palese, per appello nominale: ciascun deputato è passato davanti al banco della presidenza per esprimere ad alta voce il proprio voto.
L'ultimo voto di fiducia al governo, riferito all'articolo 14 del testo approvato dalle commissioni, è atteso in serata.
LA PRIMA FIDUCIA - La prima fiducia è passata con 461 sì, 75 no e 7 astenuti. Hanno votato a favore della fiducia sull'articolo 10 del ddl anticorruzione Pdl, Pd, Udc, Popolo e Territorio. Contro l'Idv e la Lega. Fli non ha partecipato al voto. In base al testo approvato, sostanzialmente non potranno essere più candidati quanti abbiano condanne definitive.
Fli non ha partecipato al voto sull'art. 10 del ddl, mentre si pronuncerà a favore nelle due successive votazioni. Lo annuncia il capogruppo Benedetto Della Vedova. "Non parteciperemo come Futuro e libertà al voto di fiducia sull'articolo 10, mentre parteciperemo e voteremo convintamente a favore sugli altri punti del testo", spiega Della Vedova sottolineando: "la non candidabilità per le condanne in via definitiva entri in vigore da oggi, già quindi per le elezioni del 2013, non può essere una cosa in vigore dal 2018". "Noi lanciamo un allarme presentando un ordine del giorno a esercitare la delega nei tempi più rapidi possibili: il tema incandidabilità sia per il presente e non per il futuro".
Il governo rinuncia così al maxiemendamento giudicato inammissibile e tenta la carta dei tre voti di fiducia su soli 3 articoli: il 10 sull'incandidabilità (che restando ormai il testo della commissione prevede 1 anno di tempo per la delega), il 13 e il 14. Norme queste che prevedono, tra l'altro, la riscrittura di corruzione e concussione e l' introduzione di reati come la 'Corruzione tra privati' e il 'Traffico di influenze illecite': il più contestato dal Pdl. La Severino incassa dicendo che ci si è "adeguati" alle decisioni di Fini con le 3 fiducie. Mentre Giarda, ironico, si assume ogni responsabilità definendosi "un ministro inesperto".



