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Sogni di gloria per Istanbul: ponti, canali ed aeroporti, i progetti faraonici di Erdogan.
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Il premier turco Erdogan ha in serbo progetti faraonici per il suo Paese e, in particolare, per la città di Istanbul. Pur non essendone la capitale (ruolo che invece spetta ad Ankara), Istanbul viene identificata in tutto il mondo come la città simbolo della Turchia.
(Nella foto la famosa Moschea Blu)
Questo si deve sicuramente alla sua storia millenaria, dato che si tratta di una città che già ai tempi dell’impero Romano, con il nome di Bisanzio, rivestiva un’importanza seconda solo a quella di Roma, ed in seguito divenne capitale dell’impero Romano d’Oriente e dell’impero Ottomano. La sua posizione sospesa tra due continenti, Europa ed Asia, le ha da sempre garantito un ruolo anche geograficamente fondamentale. Erdogan è un politico ambizioso ed è uno dei principali sostenitori dell’ingresso della Turchia nell’Unione Europea. Ma a quanto pare la sua attenzione è rivolta anche a Sud-Est, verso quel mondo islamico di cui Istanbul dovrebbe, nei progetti del Primo Ministro, diventare faro e capitale. Già nel maggio scorso è stato lanciato il progetto per una nuova moschea da 15mila metri quadrati, destinata a sorgere sulla collina di Camhca e ad essere visibile da ogni angolo della città. Ma non basta: con lo scopo di alleviare il traffico navale che intasa il Bosforo, è stata annunciata lo scorso anno in campagna elettorale la costruzione di un canale parallelo che dovrebbe rivaleggiare per dimensioni con lo stretto di Panama o di Suez.
E dato che il traffico a terra non è meno pressante di quello su acqua, al via il progetto per un terzo ponte che colleghi la riva europea della città a quella asiatica: anche qui naturalmente costo e dimensioni saranno faraonici. Infine, data la crescente presenza di turisti e traffico aereo, si è deciso di costruire un terzo aeroporto, strategicamente piazzato sulla direttrice del nuovo canale (e delle due città che dovrebbero sorgere ai suoi lati) e del terzo ponte.
La creazione della moschea dovrebbe attirare pellegrini religiosi e l’idea generale è di rendere Istanbul il punto d’incontro ideale per affaristi provenienti da tre continenti. In cifre, questo potrebbe significare 150 milioni di passeggeri l’anno. Chi pensa di trascorrere un paio di settimane nella capitale turca farà bene a prenotare il proprio hotel a Istanbul per tempo (di alternative ce ne sono tante, (un esempio qui).
C’è chi considera questi progetti piuttosto delle sparate da campagna elettorale, tenendo conto che il termine dei lavori dovrebbe coincidere con il centenario della creazione della Repubblica Turca, nel 2023. O, più prosaicamente, delle speculazioni edilizie da parte di circoli di costruttori vicini al premier. Fatto sta che, nella città che ha celebrato il primo matrimonio via Twitter, il futuro sembra spingere sempre più verso un ruolo di primato e di riferimento per tutto il mondo islamico.



