“Tutto quel che posso dire è questo, lo so, so che non sono indagato. Io. Personalmente. Non parlo della campagna. Non parlo di altro. Non sono indagato”.
Il presidente Usa Donald Trump, nella sua prima intervista dopo il licenziamento del capo dell’Fbi James Comey, che indagava sui rapporti Usa Russia, continua ad alimentare i sospetti di interferenze dicendo di aver chiesto tre volte a Comey se fosse coinvolto personalmente nell’indagine in corso sulle interferenze russe nella campagna elettorale. Trump ha ammesso di aver chiesto a Comey se fosse oggetto di indagini due volte al telefono e una volta durante una cena privata.
Intanto oltre la metà degli americani ritiene che la decisione del presidente Donald Trump di licenziare il direttore dell'Fbi, James Comey, non sia stata corretta, un sondaggio NBC News/Survey Monkey, secondo cui il 54% degli americani giudica la mossa inappropriata. Con Trump solo il 38%.
Le parole di Trump all’intervistatore Lester Holt sollevano timori sull’adeguatezza del suo comportamento e su possibili violazioni dei codici di condotta governativi da parte di Comey.
I presidenti Usa di solito evitano accuratamente di commentare sulle indagini in corso e l’Fbi normalmente non ne conferma l’esistenza. Nella stessa cena Trump avrebbe anche discusso con Comey della permanenza di quest’ultimo nell’incarico fino alla scadenza del suo mandato decennale. Secondo l’esperto legale Laurence Tribe, se Comey avesse risposto alle domande di Trump avrebbe violato le norme del dipartimento di Giustizia e “sarebbe assurdamente anti etico e non professionale in questa situazione”. Una domanda del genere “si avvicina alla corruzione … o quanto meno all’ostacolo alle giustizia e Comey sarebbe stato un idiota a cascarci garantendo rassicurazioni” ha detto Tribe. Di diversa opinione la Casa Bianca. “Non ci vedo nessun conflitto di interessi” ha detto la portavoce Sarah Huckabee Sanders.
Nell’intervista alla Nbc Trump smentisce la versione iniziale data dalla Casa bianca sul licenziamento di Comey, un passo obbligato, secondo i portavoce del presidente, dopo i giudizi durissimi sul suo operato nell’indagine sulle email di Hillary Clinton forniti dal ministero della Giustizia. “L’avrei licenziato a prescindere dalle raccomandazioni. E’ un istrione, gli piace mettersi in mostra” ha detto Trump. Secondo i critici il licenziamento spettacolare di Comey è un tentativo di fermare l’indagine sulla presunta collusione tra la campagna di Trump e la Russia nell’interferire con le elezioni presidenziali 2016.
Intanto il viceministro della Giustizia Rod Rosenstein, autore del duro rapporto su Comey che ne avrebbe causato il licenziamento, è stato convocato nell’aula del Senato Usa per fornire chiarimenti sulla vicenda. Secondo la stampa Usa avrebbe minacciato di dimettersi (è stato nominato poco più di due settimane fa) dopo che la Casa Bianca ha tentato di addossargli la responsabilità del siluramento del capo dell’Fbi.



