“Attenzione in questa zona spaccio e bivacco tutto il giorno.” Non è un bel biglietto da visita, ma quei 20 volantini attaccati ai pali della luce sulla Riviera davanti alla pineta, tra via Isonzo e via L'Aquila, rappresentano molto più di una protesta di cittadini anonimi. “Onore al gesto“ scrive Marco Forconi di Fratelli d'Italia. Erano stati sgomberati dalla pineta gli stranieri con divani e cucine, così come divulgato nei giorni precedenti dall'Amministrazione comunale, ma pare che siano tornati e il bivacco è raddoppiato. Sarebbero 15 le persone in pineta ora.
I residenti, già esasperati da anni dall'atmosfera pesante, sono sul piede di guerra, lo sono contro il bivacco. La pineta è un luogo in cui, da anni ormai, è vietato campeggiare, ad esempio, o aprire una qualsiasi attività commerciale, eppure, la situazione bivacco esiste. Alcuni abitanti si riuniscono per programmare una strategia di protesta pacifica, come il corteo nella mattina di domenica 2 luglio. Altri attaccano manifesti anonimi. Tutti speranzosi di migliorare la zona, la più turistica in assoluto, ormai cronicizzata da meretricio e pusher, nonostante multe comunali che vengono rateizzate.
Con il corteo di domenica, i residenti chiedono “ un intervento risolutivo e drastico, non solo allontanamenti.” Tra le proposte: “identificazione dei bivaccatori con eventuali espulsione in caso di irregolarità ed una forma preventiva importante delle forze dell'ordine.” Marco Forconi, uno degli organizzatori afferma “I bivacchi in pineta sono molto pericolosi (incendi, rapine, stupri) ed è necessario continuare sulla linea della tolleranza zero affinché passi il messaggio che a Montesilvano il degrado, soprattutto nella zona turistica del litorale, è solo un brutto ricordo”.
Comunque i residenti non ci stanno più, chiedono intervento e presenza delle autorità politiche per scelte che possano coadiuvare la situazione. La Riserva di Santa Filomena, con telecamere, più illuminata, potando le piante dietro il muretto che la rendono buon nascondiglio, potrebbe scoraggiare chi vi si nasconde per attività poco limpide.
Il corteo ribadisce la necessita di chiudere il CAS di via Bradano, proprio in vista dell'inaugurazione del 5 luglio dello Sprar a Santa Filomena che scongiura l'apertura di altri CAS, ma prevede la chiusura degli esistenti nel 2018. “Come possono coesistere contemporaneamente extracomunitari irregolari con immigrati in un quartiere già degradato.” Chiede Osvaldo Cucciniello del comitato via Firenze.






