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Venerdì, 30 Giugno 2017 16:28

Montesilvano/CAS. Altri 50 migranti ieri sera. Maragno: “resteranno solo 24 ore”

sindaco Francesco Maragno sindaco Francesco Maragno

bella botta per i residenti del quartiere marittimo - sul territorio 200 immigrati – da domani l'avvio dello Sprar. Maragno A settembre chiuderanno i Cas, rimarranno solo 39 migranti”. Domenica 2 luglio manifestazione cittadina: chiudere CAS e Bivacco in pineta

 

“Alla luce della situazione emergenziale che sta interessando tutto il Paese che ha visto in soli 4 giorni sulle nostre coste ben 10.000 sbarchi, per l’ultima volta la città di Montesilvano è stata utilizzata per sole 24 ore come centro di smistamento. 50 migranti, 25 dei quali donne, sono stati distribuiti in uno dei due CAS di Montesilvano, ma sono stati già trasferiti presso centri di accoglienza anche di altre regioni. Da domani, sabato 1 luglio, l’avvio ufficiale del progetto SPRAR, (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), che il Comune di Montesilvano ha presentato al Ministero e risultato il più importante rispetto a tutti quelli ammessi a finanziamento, non consentirà più l’invio di nuovi migranti all’interno dei CAS”.

 

E’ quanto spiega il sindaco Francesco Maragno. Ad oggi sul territorio di Montesilvano vi sono 200 migranti. L’adesione alla progettualità SPRAR, un modello di accoglienza diffuso sul territorio, che non si riduce a mero dormitorio, ma è un progetto molto articolato, portato avanti con Azienda Speciale e con l'Ati Arci Pescara, Polis, Caritas diocesana e Cooperativa Sociale Ausiliatrice, che con fondi di natura statale, elaboreranno una serie di iniziative per integrare socialmente ma anche culturalmente i migranti, ha consentito di garantire a Montesilvano il rispetto della clausola di salvaguardia, che impedisce l’arrivo di nuovi migranti sul territorio e porta alla chiusura dei due CAS, i centri di prima accoglienza che ad oggi sono presenti negli hotel Excelsior e Ariminum. Di questi 200 migranti quindi, 39 al massimo resteranno in uno dei due CAS, fino al 31 dicembre, mentre gli altri, se in possesso dei requisiti necessari, sulla base dell’individuazione da parte della Prefettura, andranno a confluire nello SPRAR per il numero massimo destinato a Montesilvano. Il progetto prevede infatti l’accoglienza di 161 migranti che l’Amministrazione Comunale distribuirà tra diversi immobili diffusi su tutto il territorio.

 

“Se Montesilvano fino ad oggi è stata penalizzata con l’invio indiscriminato nei centri di prima accoglienza di profughi - spiega ancora Maragno -, grazie alla lungimiranza dell’adesione alla progettualità SPRAR questo non accadrà più. Noi sindaci abbiamo un dovere nei confronti dei concittadini e delle città che amministriamo: garantire la sicurezza e favorire lo sviluppo del territorio. Subire passivamente l’arrivo di migranti come accaduto fino ad ora con i CAS, non ce lo consente. Ecco perché a Montesilvano - conclude il primo cittadino - abbiamo aderito allo SPRAR, che permetterà di tutelare la vocazione turistica del territorio, di ridurre l’impatto dell’arrivo dei migranti in città, di evitare situazioni ghettizzanti e di garantire percorsi di integrazione dei migranti coinvolgendoli in attività formative e lavorative gratuite a favore del Comune, che possano agevolare il loro inserimento culturale, sociale e lavorativo”.

Manifestazione dei cittadini il 2 luglio: chiudere urgentemente CAS di via Bradano e levare bivacco in pineta

“Sono 5mila i Comuni che non ospitano nemmeno un rifugiato” il commento di Osvaldo Cucciniello, del comitato di Via Firenze che da tempo combatte per ottenere controllo e sicurezza nel quartiere marittimo e turistico, che rischia di piombare nel degrado tra microcriminalità e prostituzione; “intanto il Prefetto di Pescara ha forzato la mano e il Sindaco di Montesilvano ha consentito di prendere anche altri migranti, violando così la clausola si salvaguardia concordata nella rete sprar d'accoglienza diffusa.”

Marco Forconi, di Fratelli D'Italia, dopo le dichiarazioni del Sindaco Maragno, afferma sui migranti, “In tutto ciò, lo Sprar ed i suoi 161 partecipanti al progetto rimarranno a Montesilvano fino a data da destinarsi. Questo, col beneficio del dubbio, è quanto.” Aggiunge “Il Prefetto, sul quale nutro la mia più totale disistima, non è in grado di dare alcuna parola d'onore o di garantire alcunché al sindaco: gli sbarchi sono all'ordine del giorno e delle migliaia (anche a quattro zeri) ed esiste uno 'stato di necessità' che gli consente di aggirare qualsiasi opposizione locale.” Forconi insiste: “Esigiamo la chiusura improcrastinabile dei due CAS, in particolare quello di via Bradano, l'eliminazione dei bivacchi anche con attività preventiva (controlli molto più serrati ed accurati, identificazioni per accertamento eventuali irregolari e conseguenti rimpatri), un efficace monitoraggio sullo stabile di via Isonzo, oramai a tutti gli effetti il nuovo secondo ghetto africano di Montesilvano e, cosa più importante, l'appplicazione del daspo urbano.” Domenica 2 luglio, ore 18.30, ci sarà una manifestazione cittadina che partirà da Stella Maris “iniziamo a riprenderci la città ed a toglierla dalle mani di una gran parte politica che conosce solo la porchetta e gli accordi sottobanco come unico strumento di gestione della 'res publica'”

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