Definire e chiarire oltre ogni ragionevole dubbio la normativa e la procedura finanziarie riguardanti il Masterplan, per far sì che non ci siano ritardi nell’attuazione di un progetto così importante da parte degli enti che si trovano nella condizione di soggetti attuatori.
E’ lo scopo primario del convegno che si terrà oggi alle ore 16,30 nella sala consiliare del Comune di Pescara e al quale parteciperanno i vertici della Corte dei Conti, della Ragioneria Generale dello Stato e del Ministero della Coesione Territoriale e del Mezzogiorno, al fine di fornire precisazioni relative al trasferimento delle risorse per la ulteriore cantierizzazione delle azioni e degli interventi finanziati nel Masterplan Abruzzo. All’incontro sono stati invitati i massimi rappresentanti dei soggetti attuatori degli interventi previsti nel piano e i direttori regionali competenti.
“I 77 macro-interventi che compongono il Masterplan Abruzzo / Patto per il Sud per complessivi 1,5 miliardi di euro – spiega il Presidente Luciano D’Alfonso – si sviluppano in 295 opere che, a ragione, sono ritenute strategiche per la crescita, la valorizzazione e la promozione del territorio abruzzese. Appare evidente come una risorsa economica così importante, capace di risolvere problemi infrastrutturali che si protraggono da decenni e legati alla viabilità, all’ambiente, alla produzione industriale e agricola, alle risorse idriche e alla depurazione, alla salute, al trasporto pubblico locale, ai porti, ai beni monumentali, al turismo e alla cultura, non può restare ulteriormente ferma senza produrre gli effetti sperati, per i quali è stata richiesta da questa Regione al Governo e ottenuta”.
“Ciò che abbiamo davanti – prosegue il Presidente – è una formidabile stagione di cantieri che, una volta conclusi, daranno all’Abruzzo un volto nuovo e diverso, più competitivo, più moderno, più efficace ed efficiente, più ‘facile e veloce’. Purtroppo, di fronte a finanziamenti certi, suffragati da atti documentali ufficiali, spesso ci si pone con atteggiamenti oltremodo rigorosi, che invocano supplementi comunicativi da parte dell’ente erogatore e che, anche tenendo conto delle leggi in materia, appaiono superflui o a volte non dovuti. A tal proposito corre l’obbligo di richiamare la Delibera CIPE n. 26 del 2016, con la quale sono state assegnate le risorse finanziarie del Fondo di Sviluppo e Coesione 2014-2020 per il ‘Piano del Mezzogiorno’, poiché fa espresso riferimento alla Legge n. 190/2014 (legge di stabilità del 2015) che alla lettera i), del comma 703, dell’art. 1 reca: ‘Le assegnazioni del CIPE di risorse al piano stralcio e ai piani operativi approvati consentono a ciascuna amministrazione l’avvio delle attività necessarie all’attuazione degli interventi e delle azioni finanziati’. Dunque oggi vogliamo dire chiaramente – conclude il Presidente – che non c’è ragione per non procedere con speditezza alla realizzazione delle opere finanziate”.



