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Venerdì, 10 Novembre 2017 18:28

Silvi, fanghi Ortona saranno immersi a sud dell'area protetta Torre del Cerrano

i fanghi verranno immersi nel quadrato rosa i fanghi verranno immersi nel quadrato rosa

Soa: “il mare non è una discarica”. Di Sante: “perchè Pescara non è intervenuta sino ad ora” Mario Mazzocca: ” indispensabile, adeguata formulazione del documento di VInCA “

 

300mila mtcubi di fanghi, immersi nel bel mezzo della costa tra Silvi in direzione Montesilvano/Pescara. Come descritto nell'immagine. 

“Parere favorevole all’esclusione dalla procedura V.I.A.”, sarebbe a dire, “non obbligato alle prescrizioni del VIA ma solo di legge”.

Il responso viene dato a condizione che vengano rispettate stringenti prescrizioni che contemplano:  il monitoraggio acustico e della qualità dell’aria per le fasi di cantiere, che le attività di immersione delle sabbie non avvengano quando venti e moti ondosi di entità rilevante siano diretti verso l’area SIC Torre di Cerrano, che le attività di monitoraggio siano potenziate e svolte con cadenza settimanale, che venga costituito un gruppo di lavoro formato dal Comune di Ortona, A.M.P. Torre di Cerrano, Arta, Regione Abruzzo Servizio Opere Marittime, Servizio Valutazioni Ambientali.

Il gruppo di lavoro dovrà sovrintendere tutte le fasi dei lavori, assicurare la collaborazione tra gli Enti e garantire la massima pubblicità delle informazioni ambientali. L'immersione dei fanghi sarà fatta tenuto conto della distanza dell’area di immersione dal SIC; della direzione Nord/Sud delle correnti prevalenti; della buona qualità delle sabbie dragate.

Questo è stato espresso nella seduta di ieri, dal Comitato CCR-VIA, nel prendere in esame i lavori di escavazione per l’approfondimento dei fondali del porto di Ortona. Le sabbie dragate sono destinate ad essere immerse in un’area di mare a sud del SIC Torre del Cerrano

"Non discuto e rispetto il parere di un organismo tecnico dotato, ovviamente, di piena autonomia - dichiara il Sottosegretario Regionale Mario Mazzocca - e ritengo comunque importante l’aver contribuito a predeterminare un diffuso coinvolgimento di tutti gli attori nel controllo di tutte le fasi dell’intervento e la massima pubblicità delle informazioni ambientali, fondamentali per verificare che tutte le cautele necessarie siano prese allo scopo di preservare l’habitat marino del SIC. Nonostante ciò, continuo a ritenere indispensabile, nella forma e nella sostanza, l’integrazione tecnico-documentale relativa ad una adeguata formulazione del documento di VInCA (Valutazione di Incidenza Ambientale)".

Corrado Di Sante di Rifondazione comunista, ribadisce che si tratta di una “Quantità enorme di fanghi, meritava un approfondimento, ulteriori esami”, è considerata una “procedura sconsigliata in Europa, da usare solo in extrema ratio.” Chiede, ancora una volta, il perché del mancato intervento del Comune di Pescara nella vicenda, sottolineando, “si prenderà la responsabilità della scelta del Comitato di Via” aggiungendo, “non vorrei che pesino altri interessi che nulla hanno a che fare con l'ambiente ma solo con la politica”.

“Una decisione illogica, il mare non deve essere considerato a mo’ di discarica.” Gli ambientalisti,della SOA, Stazione Ornitologica Abruzzese, di Augusto de Sanctis, nonostante nella decisioni si parli di area a sud dell'area protetta, insistono che i “342.000 metri cubi di fanghi del Porto di Ortona da gettare in mare” finiranno nel mare “antistante Pescara, Montesilvano, Città S. Angelo e Silvi.”

“Ora resta un’ulteriore autorizzazione per l’area di immersione prescelta”.

Concorde con la mancanza del VinCa chiosa, “Evidentemente tali impatti possono essere invece sopportati dalle spiagge di Pescara, Montesilvano, Città S. Angelo e Silvi esterne all’Area Marina Protetta e dal mare antistante, visto che il moto ondoso e i venti 'di rilevante entità' a quel punto potranno prendere la direzione verso quei territori”.

Per il SOA il Comitato VIA “ha fatto un grave errore. Inoltre non pare aver approfondito neanche le osservazioni depositate che evidenziavano l’esistenza di criticità ambientali proprio nell’area di immersione. Non resta che seguire l’iter dell’ultima autorizzazione ambientale che resta, relativa proprio all’area di immersione, che dovrà essere concessa sempre dalla Regione Abruzzo in base all’art.109 del D.lgs.152/2006. Facciamo notare che il Comitato VIA ha rilasciato il suo parere prima che il Comune di Ortona abbia ottenuto la disponibilità effettiva del sito di immersione. Altra stranezza. Il Mare Adriatico non merita questo trattamento”.

Ultima modifica il Venerdì, 10 Novembre 2017 18:37