Gianluca Baldini del Fronte Sovranista Italiano afferma su Grande Pescara ”Il referendum consultivo proposto in occasione delle ultime elezioni amministrative non può essere considerato rappresentativo della volontà popolare, perché nessun cittadino è andato a votare su questo tema con la piena consapevolezza che richiede l’assunzione di una scelta così importante, non essendo stato mai affrontato un confronto pubblico che chiarisse ai pescaresi le ragioni a favore della fusione e quelle contrarie.”
“La Grande Pescara altro non sarebbe che una fusione per incorporazione, che relegherebbe i comuni di Montesilvano e Spoltore al ruolo di grandi periferie.” Allerta, “Il rischio per i comuni incorporati sarebbe, dunque, quello di diventare il Far West della grande area metropolitana. Il processo di fusione, peraltro, non gioverebbe neanche alla stessa città di Pescara”.
Ricorda i problemi irrisolti di Pescara, “mobilità urbana sostenibile”, “trasporto pubblico locale insufficiente e inefficiente”, “fronteggiare i periodici allagamenti”, “interventi straordinari di pulizia e manutenzione delle strade e interventi strutturali di mitigazione del rischio idraulico ed idrogeologico”. Per non parlare della “qualità delle acque per via degli sversamenti delle fognature nel fiume”. Baldini invita alla riflessione, al confronto pubblico, e a un dibattito che entri nel merito delle questioni, “perché pensiamo che si debba avere il coraggio di tornare sui propri passi quando si commette un errore di valutazione.” Conclude “Perseguire la strada della fusione vuol dire, in conclusione, danneggiare tutti. È un gioco a perdere in cui oggi viene tirata dentro anche L’Aquila, per alimentare le lotte di campanile sulla titolarità del capoluogo di regione. I problemi dei pescaresi e degli abruzzesi sono altri. La politica si occupi di risolvere quelli e non di crearne di nuovi”



