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Giovedì, 28 Dicembre 2017 10:16

Logica del Branco o natura del salmone? I vigliacchi attaccano in gruppo

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di Angela Curatolo

Una volta guardavo un ruscello e c'era un pesce che cercava di andare controcorrente, era uno spettacolo! Alla fine fu travolto e trascinato via. Un'amica si avvicinò e disse: “vedi puoi tentare di andare controcorrente, resisti poi fai sempre la stessa fine.”

Negli anni scoprì che tantissimi pesci nuotano controcorrente e poi lessi su un blog che quelli che non lo fanno sono già morti, per questo vengono trascinati dalla corrente.

L'opinione pubblica, come un branco inferocito, cerca sempre un cerbiatto da divorare. Il rinnovo perpetuo del cibo per placare l'aggressività che potrebbe incanalarsi verso i reali problemi, i veri responsabili. Gli umani sono un vero mondo magico da scoprire, esseri bidimensionali e spaccati dalla paura e chi riesce a dare l'illusione di dissolverla vince, con inganno, ma vince. Ognuno è chiamato a scegliere: branco o controcorrente?

Da sempre orde di persone, fisicamente e virtualmente, fluiscono dove tira la corrente, sì, di gente apparentemente viva, che deambula. Come in un persistente esperimento antropologico, gli umani reagiscono sempre alla stessa maniera, dove c'è la fiumana in movimento si aggiungono altri, senza sapere la destinazione, seguono, incuriositi, annoiati, soli, inconsapevolmente spaventati, il 'branco' in cerca di un capo che li guidi e possa loro raccontare la 'giusta' bugia, trascurando che la corrente non ha capo, la corrente è il capo. E tutto questo con la segreta speranza di trovare nel branco il cibo, rispettando la precedenza del capo; la sensazione di forza che sgorga dalla prepotenza verso i solitari, gli autonomi, quelli che non si allineano al capo. Cercano la possibilità di eludere la noia.

Scegliere il branco, scegliere di seguire, perchè pensare da soli è una responsabilità, una fatica, “chi sono mai io per pensare da solo?” E poi se il capo dovesse mai invitare a pensare da soli? Se si perdesse quella sensazione di forza che solo il capo sa conferire? Cosa accadrebbe se il capo non dovesse fare più il capo? Il branco, diventa corpo a sé e con l'istinto di un'ameba cerca un altro capo.

La corrente, una forza così impetuosa che nessuno domina, al di sopra di tutto, al di sopra di ogni ordine. Si può prosciugare, guidare, disperdere, per un pò, ma non controllare totalmente perchè è imprevedibile, quando cerchi di cambiarne il corso, si adatta, per un po', e all'improvviso, in qualunque momento, irrompe e si dirige dove vuole con una veemenza implacabile.

E' natura, è movimento, è vita.

Ed è per questo che gli esseri umani hanno bisogno di andare controcorrente, per sentire la vita. C'è chi viene trascinato e portato via, c'è chi resiste fino alla morte. Non è detto che chi si fa trascinare, si abbandoni.

C'è chi non si dà per vinto e ricomincia sempre. Alla fine lo scopo è vivere e non sopravvivere. Vivere alle proprie regole, secondo la propria natura, essere fedeli a quella diversità che caratterizza ognuno, seguire non il branco ma il rullo di tamburi dentro. Andare controcorrente è vivere, non è un tentativo, è istinto e assecondarlo rende forti, unici, degni di fronte a se stessi. E' libertà, è liberare gli altri.

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